Detrazioni mutui 730 2012: regole per compilazione

Detrazioni mutuo 2012: i casi



Sono diverse le novità che quest’anno il modello 730 2012, relativo alla dichiarazione dei redditi 2011, presenta, fra queste la nuova casella per la cedolare secca per i contribuenti che già nell'anno 2011 hanno scelto la tassa piatta per gli affitti abitativi del 21% o del 19% sulle locazioni degli immobili a uso abitativo, il contributo di solidarietà, le detrazioni del 36 e del 55%, il differimento dell’acconto Irpef. 

Tante anche le detrazioni previste: dalle spese mediche, a quelle di istruzione per la frequenza di corsi di istruzione secondaria o universitaria, perfezionamento e/o specializzazione presso qualsiasi istituto, privato o pubblico; ai contributi previdenziali e assistenziali per il riscatto degli anni di laurea; agli interessi passivi relativi a contratti mutuo per l’acquisto dell’unità immobiliare da destinare ad abitazione principale propria o dei familiari per un massimo di 4000 euro per coniugi; agli interventi di recupero del patrimonio edilizio per il 36% e per il risparmio energetico per il 55%.

Per quanto riguarda la detraibilità degli interessi passivi sui mutui, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione pagati nel 2011 ci sono diversi ostacoli legati sia ai limiti imposti dalla legge, sia alle vicende dell'immobile acquistato e del contratto di mutuo che, nel tempo, può subire modifiche anche in termini di soggetti intestatari.

Ricordiamo, come su accennato, che la detrazione spetta su un importo massimo di 4mila euro e non può quindi superare i 760 euro (cioè il 19% di 4mila). Questa cifra va suddivisa, in caso di contitolarità del mutuo, tra i diversi intestatari, e fa eccezione il caso del coniuge fiscalmente a carico, in quanto è previsto che il coniuge che sostiene interamente la spesa può usufruire della beneficio fiscale per entrambe le quote di interessi passivi.

In caso di separazione anche il coniuge separato rientra tra i familiari, almeno fino a quando non arriva la sentenza di divorzio, per cui la detraibilità non subisce variazioni.

C’è poi da considerare l'ipotesi dell'accollo del mutuo: in presenza di un immobile e di un mutuo cointestati tra due coniugi che si separano, se a seguito della separazione uno dei due diventa proprietario esclusivo dell'abitazione e si accolla le rate residue del mutuo, potrà portare in detrazione anche le rate intestate all'ex, purché annoti sull'attestazione della banca che l'intero onere è stato sostenuto dal coniuge proprietario.

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di Marianna Quatraro pubblicato il