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Imu bis: modificata la tassa di scopo sulla casa ma è legge con decreto fiscale

Quanto si pagherà la tassa di scopo e chi la applicherà



Con il via libera al dl fiscale diventato legge, diventa legge anche la cosiddetta Imu bis, tassa di scopo, che sarà applicata dai Comuni che decideranno di adottarla. La nuova tassa di scopo dovrebbe finanziare le opere pubbliche.

La definizione Imu bis nasce dal fatto che, secondo il decreto, questa avrà la stessa base imponibile e di calcolo della nuova imposta sugli immobili. La nuova tassa potrà arrivare a coprire un periodo massimo di dieci anni e finanziare il 100% delle opere e si calcolerà su tutti gli immobili, come l’Imu, sulla base della rendita catastale che è stata innalzata del 60% e di un'aliquota che può arrivare al 5 per mille.

Tale contributo era già stato introdotto nel 2007 dalla Finanziaria di Prodi, ma si applicava alla base Ici e quindi non alle prime case, e andava a finanziare solo il 30% delle opere dei Comuni che dovevano impegnarsi a trovare il resto in altro modo. Saranno i comuni a decidere se adottarla o meno e a decidere i tempi di imposizione della tassa.

I comuni dovranno scegliere sia l'aliquota che i tempi di imposizione della tassa, che avrà il compito di finanziare (questa volta fino al 100%) lo scopo per cui è stata emessa, e cioè per esempio ristrutturazione di monumenti, giardini, scuole, strade e tutto quanto ha in mano il sindaco, ma i pochi sindaci finora intervenuti sull’Imu bis non sembrano propensi a voler applicare una nuova imposta sugli immobili, soprattutto  perché consapevoli che le tasse su imprese e famiglie sono già alle stelle.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il