Mutui 2012: famiglie italiane e crisi economica

Famiglie italiane sempre più intente al risparmio: situazione e previsioni



La crisi è ancora forte e si fa sentire notevolmente, soprattutto nella vita quotidiana di tanti italiani: crescono i prezzi dei beni di consumo, salgono i prezzi dei carburanti, è alta la pressione fiscale e in questo contesto sono sempre meno oggi i risparmiatori che decidono di investire, tenendo da parte i loro risparmi, anche nel mattone, investimento da sempre privilegiato in Italia.

Del resto, il consiglio delle banche oggi è lo stesso per tutte: chi è intenzionato ad accendere un mutuo a tasso variabile è bene che aspetti che le oscillazioni del mercato passino.

Dopo mesi di crisi nera, infatti, l’entusiasmo della repentina discesa dello spread, aveva portato molti risparmiatori a tornare ad investire nel mercato del mattone, ma ora lo spread btp-bund è tornato crescere e si sono nuovamente inasprite anche le condizioni necessarie per ottenere il mutuo, concesso con pochi problemi solo a clienti conosciuti con rapporto tra rata e reddito inferiore al 30% (per un mutuo da 1.000 euro al mese bisogna guadagnarne almeno 3.500) e a condizione che il finanziamento non superi il 50-60% del valore delle garanzie immobiliari.

Chi scegliesse ora un mutuo a tasso variabile potrebbe arrivare a pagare anche 250 euro in più per il trentennale e circa 150 euro per un prestito ventennale da 100 mila. Banca d'Italia sottolinea come nei primi nove mesi del 2011 la ricchezza netta delle famiglie sia diminuita a causa della diminuzione dei prezzi delle attività finanziarie mentre quella reale è rimasta stabile, ma il numero di compravendite continua a scendere.

Le famiglie italiane tendono, dunque, a risparmio, evitando di comprare ora. Sempre secondo il Rapporto di Bankitalia, il mercato non si risolverà che nella parte finale del 2012. La crescita dei mutui concessi alle famiglie per l'acquisto di abitazioni si ridurrà nell'anno in corso, pur rimanendo positiva, per tornare ad aumentare nel 2013.

Per una ripresa decisa del settore immobiliare bisogna dunque aspettare che questo anno, per molti di transizione, passi, in modo da capire quale sarà il risultato futuro delle riforme per la crescita attuate in questo periodo.

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di Marianna Quatraro pubblicato il