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Pignorare stipendi: nuovi limiti 2012 per debiti con Equitalia

Le novità Equitalia per i debitori: cosa cambia



Novità ai limiti di Equitalia sui pignoramenti esattoriali di stipendi, remunerazioni varie e altre indennità: questo è quanto prevede l’articolo 3, comma 5, del decreto legge 16/2012 che apporta alcune modifiche per tutti i contribuenti italiani.

Il comma riporta nuovi limiti di pignoramento e i modi in cui il governo intende velocizzare le procedure esecutive. Le novità partono dalla notifica: se fino ad oggi, infatti, per pignorare i crediti che il debitore vanta nei confronti dei terzi, Equitalia poteva semplicemente citare il datore di lavoro a comparire in Tribunale per dichiarare l’esistenza di un credito del debitore, d’ora in poi, invece, l’atto di pignoramento può contenere l’ordine al terzo di pagare direttamente al concessionario, fino alla concorrenza del credito.

Una procedura più snella, per evitare che il datore di lavoro si rechi in Tribunale per fatti che non lo riguardano direttamente. L’altra novità riguarda le somme pignorabili, soprattutto le somme dovute a titolo di stipendio, salario o altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate da un privato creditore che abbia un titolo esecutivo o da un soggetto pubblico.

Se prima il limite al pignoramento era di un quinto dello stipendio, ora le somme pignorabili non potranno eccedere il 10% per importi fino a 2.500 euro, e un settimo per importi tra i 2.500 euro e i 5.000 euro.

Chi percepisce inoltre stipendi o salari superiori a 5.000 euro, potrà subire il pignoramento fino a un quinto dello stipendio. La quota che il fisco potrà congelare dipenderà, dunque, dall’assegno mensile, e se si tratta di uno stipendio basso, è molto probabile che la quota di un quinto venga ridotta, fino ad essere dimezzata.

Infine, l’ultima novità riguarda l’esproprio immobiliare per crediti riscuotibili, con vendita all’asta degli immobili se l’importo del credito per cui si procede supera complessivamente i 20 mila euro. Per crediti inferiori a tale importo, l'immobile non si può iscrivere a ipoteca.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il