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Imu: prima e seconda casa. Guida per calcolo e dichiarazione redditi 2012

Come calcolare e pagare la nuova Imu: passi da seguire


Si avvicina il giorno del primo pagamento Imu, stabilito per il prossimo 16 giugno. Due o tre le rate in cui la nuova tassa sulla casa si potrà pagare, a seconda di quello che il contribuente decide.

Nel caso delle tre rate, le date sono 16 giugno, 16 settembre e il saldo del 16 dicembre. L'Imu per l'abitazione principale (e pertinenze) si potrà, dunque, pagare in tre rate, di cui il 33% entro il 16 giugno 2012, il 33% entro il 16 settembre 2012 e il saldo con l'eventuale conguaglio si dovrà versare entro il 16 dicembre 2012.

Ma si può anche decidere di pagare l’Imu in due rate. Il versamento può essere compensato con i crediti spettanti al contribuente, ad esempio, con il credito Irpef che scaturisce dal modello 730/2012 o dall'Unico 2012 persone fisiche, per i redditi del 2011.

I modelli telematici F24 sono stati aggiornati, sostituendo la dicitura ‘Ici’ con ‘Imu’ e sono stati anche istituiti i codici necessari per il versamento dell'imposta, inclusi gli interessi e le sanzioni in caso di ravvedimento. Il vecchio modello cartaceo potrà essere comunque utilizzato fino al 31 maggio 2013, avverte in una nota l'Agenzia delle Entrate, per cu l'obbligo di utilizzo del nuovo modello cartaceo, approvato oggi, scatterà il 1 giugno 2013.

Il nuovo modello F24 è disponibile, in versione cartacea presso banche, Poste e agenti della riscossione, mentre in formato elettronico è disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Per fare un esempio di compilazione è stato ipotizzato il caso di un contribuente che possiede due case, una è la prima abitazione, con un'Imu complessivamente dovuta per il 2012 (calcolata con l'aliquota del 4 per mille) di 304,24 euro.

Applicando la detrazione di 200 euro e quella di 50 euro per un figlio convivente con meno di 26 anni si scende a 54,24 euro, e la prima rata al 50% è 27,12 euro. Nello stesso Comune il contribuente è proprietario di un altro fabbricato, sulla quale grava un'Imu (calcolata con alquota del 7,6 per mille) di 855 euro: in questo caso bisogna dividere l'acconto, pari al 50% del totale, in due parti uguali, di cui una va al Comune e l'altra allo Stato, ciascuna pari a 213,75 euro, per un totale di 512,25 euro.

Se nel modello 730 il contribuente ha scelto di utilizzare una parte del credito d'imposta pari a 500, dovrà indicare questo importo nella casella I1 autorizzando il datore di lavoro a non rimborsarglielo in busta paga di luglio, cosa che però sarebbe conveniente fare in modo da usarlo in compensazione già a giugno. Nel modello F24, dunque, dovrà riportare l'importo di 500 euro nella sezione erario come ‘importi di credito compensati’, indicando il codice tributo 4001 e l'anno di riferimento 2011.

Per calcolare l'importo della tassa sulla prima casa, bisognerà moltiplicare per 160 la rendita catastale (rivalutata del 5%), applicare l'aliquota di base (il 4 per mille sulla prima casa, il 7,6 per mille su tutti gli altri immobili), togliere le detrazioni forfettarie, che sono pari a 200 euro più 50 euro per ogni figlio a carico di età fino a 26 anni.

Le detrazioni valgono solo per la prima casa e i coniugi conviventi che posseggono due case e dichiarano residenze separate potranno applicare le detrazioni (ma anche l'aliquota agevolata, più bassa) alla sola abitazione in cui hanno dimora abituale.

Per evitare abusi sulla prima casa, inoltre, l'aliquota agevolata e la detrazione si applica dunque per l'immobile dove abita tutto il nucleo familiare e comunque sarà possibile solo un’agevolazione a famiglia. Vengono alleggerite le tasse sulle dimore storiche e restano invece fuori da ogni tassazione quelle distrutte dopo il terremoto del 2009 in Abruzzo. 

La vera stangata Imu si abbatterà soprattutto sui possessori di seconde case. In questo caso l'aliquota fissata è al 7,6 per mille suscettibile però di rialzo e nonostante i Comuni non abbiano ancora comunicato questi rialzi, secondo le stime, in alcune città, l'aliquota sulla seconda casa potrebbe arrivare anche al massimo del 10,6 per mille. L'Imu sulla seconda casa si calcola come per la prima: rendita catastale X 105 X 160= base imponibile. Una volta arrivati alla base imponibile l'aliquota da applicare è dello 0,76%. In questo caso non sono previste detrazioni.

 




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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il 02/05/2012 alle ore 07:20