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Concerto 1 Maggio 2012 Roma: video resoconto. Riforma lavoro, morti bianche e giovani protagonisti

Primo Maggio a Roma tra musica e lavoro



Si è tenuto ieri primo maggio come di consueto ormai in Piazza San Giovanni a Roma il mitico concertone del Primo Maggio che anche per quest’anno ha visto accorrere migliaia e migliaia di giovani. Mentre sul palco della musica erano pronti ad esibirsi i maggiori esponenti della musica italiana e non, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha parlato di ‘Priorità crescita e lavoro, allarme disoccupazione giovanile e suicidi, tanta pressione sull'Europa affinché apra ad una maggiore flessibilità di bilancio sugli investimenti strutturali’.

Niente arroccamenti sulle conquiste del passato, un forte invito al governo a risolvere rapidamente la questione degli esodati e dei ‘clamorosi’ ritardi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni alle imprese, il tutto accompagnato da un accorato appello alle forze politiche perché cooperino per varare presto la riforma del Lavoro.

Ma Piazza San Giovanni è stata protagonista del Primo Maggio: ‘La musica del desiderio: la speranza, la passione, il futuro’, recitava lo slogan scelto dagli organizzatori. La musica è così tornata al centro del concerto organizzato dai sindacati confederali, uno spettacolo che ha avuto anche momenti di grande commozione, dal minuto di silenzio in ricordo delle tante vittime sui luoghi di lavoro (‘1400 morti l'anno, una Repubblica fondata sulla morte’, recitava uno degli striscioni esposti nella piazza), ai momenti di grande partecipazione politica, come per gli appelli a non modificare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Poi lo spettacolo, offerto da Caparezza che si è dimostrato ancora una volta uno dei più interessanti cantanti della scena rock italiana: esilarante la scena che ha introdotto il brano ‘La fine di Gaia’ in cui il rapper salentino, ironizzando sulla fine del mondo prevista per il 2012 dai Maya, ha invocato la divinità ‘Equitalak’: ‘Ci sono terremoti sociali, fiumi di esodati, Equitalak, ti preghiamo, non estinguere noi, estingui i nostri debiti’.

Sul palco gli artisti più giovani, tra cui la tarantina Mamamarjas, l'inno di Mameli e la ‘Bella ciao’ della P-Funking band, il dub e il rap dei napoletani A67 con il loro omaggio a De André su ‘Don Rafaè’, sul palco anche i salentini Sud Sound System. Toccante il ricordo di Lucio Dalla da parte dei conduttori Virginia Raffaele e Pierfrancesco Pannofino, che ha letto il testo di ‘Henna’.

Nel finale, è invece saltata l'esibizione degli Afterhours. “Bisognerebbe permettere ai giovani di mettere a frutto le loro potenzialità, le nuove generazioni sono le più preparate che l'Italia abbia mai avuto e questo Governo dovrebbe cambiare spartito rispetto alle politiche che ha messo in campo, innanzitutto mettendo fine alla politica dei tagli e poi cominciando ad abbassare le tasse sul lavoro”, ha detto il segretario Cgil, Susanna Camusso.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il