Mutui a tasso variabile: migliore offerte Maggio 2012 a confronto

Tassi variabili la passione degli italiani: quanto convengono?



Dopo mesi di crisi, il mercato immoliriale si sta riprendendo anche se comprare una casa costa ancora moltissimo a causa non dei tassi applicati ma delle rate che crescono per i tassi applicati dalle banche, tendenza che però inizia a diminuire. Il calo dei tassi Euribor e accompagnato in questo momento da un’inversione di tendenza dell’andamento degli spread bancari che dopo aver raggiunto le stelle stanno tornando su livelli più competitivi.

Gli istituiti, infatti, li stanno ritoccando in modo da creare concorrenza sul mercato e cercar di dar vita ad un effetto domino che questa volta però funzioni in maniera decisamente opposta all’anno scorso, quando tutte le banche portavano al rialzo i loro tassi.

Oggi gli italiani continuano a preferire il mutuo a tasso variabile. Prendendo il caso di un impiegato a tempo indeterminato di 35 anni, che richiede un mutuo a tasso variabile dell’importo di 200mila euro per un immobile che ne vale 250mila, fra le migliori offerte di questo aprile 2012 spicca quella di Mutuo arancio di Ing Direct, della durata di 25 anni, che prevede il pagamento di una rata mensile di 1.043 euro con un taeg del 3,97% e un tasso del 3,88%.

Ci sono poi le offerte Mutuo Variabile con Cap (cioè con tetto massimo) di Che Banca!, che prevede una rata mensile di 1.094 euro, con un taeg del 4,55% e un tasso del 4,34%; Mutuo Casa di Credem, che per 30 anni prevede il pagamento di una rata mensile di 1.108 euro, con un taeg del 5,56% e un tasso del 5,28%; e Domus Variabile di Intesa Sanpolo, della durata di sempre di 25 anni, che prevede una rata mensile di 1.070 euro con un taeg del 4,32%  un tasso del 4,13%.

 Gli italiani scelgono maggiormente dunque i mutui a tasso variabili per la convenienza che essi offrono rispetto ai fissi anche se questi ultimi, nonostante abbiano rate più rate, garantiscono il pagamento sempre della stessa rata, senza considerare le oscillazioni del mercato e garantendo dunque più sicurezza.

Ma da inizio anno gli Euribor continuano a scendere, avvicinandosi sempre più ai minimi di sempre toccati il 31 marzo 2010 quando l'Euribor a 1 mese toccò lo 0,397% e il trimestrale lo 0,634% e questo calo repentino piace a coloro che hanno mutui a tasso variabile perché questa categoria di mutuatari vedrà ridursi sensibilmente il peso delle loro rate.

 Chi, dunque, oggi ha un mutuo a tasso variabile può dormire sonni tranquilli, perché la rata resterà al momento a livelli minimi, ma nel lungo periodo il tasso di riferimento è destinato inevitabilmente a salire: secondo gli esperti, infatti, l'Euribor a 3 mesi dovrebbe portarsi all'1,9% nel 2016. Un aumento insomma è comunque da mettere in conto anche se in misura graduale.


 Autore:

Marianna Quatraro

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di Marianna Quatraro pubblicato il