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Taglio costi pubblici: controllo Bondi su Ministeri, Comuni e Sanità

Gli obiettivi del supercommissario Bondi



Anche il mondo della politica pagherà il suo conto per aiutare il Paese ad uscire dalla crisi e toccherà al supercommissario per la 'spending review', Enrico Bondi, stabilire e definire l’entità dei tagli. Ma non solo: per cercare di arginare sprechi e costi pubblici, il governo chiede aiuto anche ai cittadini.

Con un modulo, inserito nella pagina della spending review, viene chiesto ai cittadini di dare suggerimenti, segnalare uno spreco, aiutando i tecnici a completare il lavoro di analisi e ricerca delle spese futili. 2,1 miliardi, è questo l'obiettivo che il supercommissario Enrico Bondi dovrà portare a casa nei prossimi mesi intervenendo, come spiega il decreto che gli affida il potere di definire il livello di spesa per acquisto di beni e servizi, per voci di costo delle amministrazioni pubbliche. 

Il compito di Bondi è circoscritto al sistema degli acquisti dei beni e dei servizi.  Bondi vigilerà su acquisti di beni e servizi da parte dello Stato, Ministeri, Comuni e sanità, dalla carta per fotocopie alle auto, dal carburante ai telefonini, fino all'energia elettrica e al gas.

Il supercommissario potrà imporre limiti di spesa per l'acquisto di ciascun prodotto necessario non solo ai ministeri, cioè alle cosiddette amministrazioni centrali dello Stato, ma anche a tutta la pubblica amministrazione, dai Comuni, alle Regioni, alle aziende e agli enti di Stato.

Bondi stabilirà i prezzi attraverso la Consip, per tutti gli enti, dalle Asl, ai Comuni, dalle Province ai grandi enti di Stato e, nell'ambito di leale collaborazione anche con le Regioni. Bondi controllerà inviando ispettori e quando i suoi uffici individueranno scostamenti, scatterà la segnalazione all'ufficio responsabile (nella Regione o nell'ente) della Corte dei Conti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il