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Quinto Conto Energia 2012: novità possibili su incentivi fotovoltaico

Decerti Quinto Conto Energia: le associazioni si mobilitano. Proposte



Il fotovoltaico e le associazioni mobilitate per il Quinto Conto Energia: le associazioni ritengono si debba intervenire nella direzione della sostenibilità del settore, della salvaguardia degli investimenti in corso e della promozione dell’industria e dell’occupazione del Paese e il governo ha il dovere di ascoltare.

Diverse le modifiche proposte dalle associazioni al Quinto conto energia, dal mantenimento del tetto di spesa a 7 miliardi di euro, al limite dell’introduzione del meccanismo del Registro agli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 200 KWp, per non appesantire ulteriormente la burocrazia per gli operatori e gli utenti ma, in egual modo, contrastando eventuali fenomeni di tipo speculativo legati alla realizzazione di impianti di taglia superiore.

Le associazioni chiedono poi di ripristinare il premio per l’utilizzo di componentistica Made in Europe, quello sullo smaltimento dell’amianto, quello sull’efficienza energetica e l’innovazione, volti a promuovere in modo virtuoso lo sviluppo della filiera produttiva nazionale ed europea, la salvaguardia ambientale e gli investimenti; chiedono un periodo transitorio di tre mesi dalla data di raggiungimento dei 6 miliardi di euro, al fine di lasciare al mercato e agli organizzatori  di tutelare gli investimenti in corso; chiedono, inoltre, tariffe incentivanti, considerando la drastica riduzione delle stesse nel Quinto Conto Energia; di non consentire provvedimenti retroattivi sulle realizzazioni già effettuate, introducendo una  Norma di Salvaguardia che garantisca la tariffa del Quarto Conto Energia erogata per gennaio 2013. 

 E infine, richiesti bonus fiscale sugli utili reinvestiti in impianti fotovoltaici con tecnologia italiana. Le associazioni chiedono cioè l’introduzione di un sistema che, tramite la detassazione dell’utile realizzato dai titolari di impianti ammessi ai conti energia precedenti, consenta a tali soggetti di autofinanziare la realizzazione di nuovi impianti, impiegando il risparmio d’imposta di cui essi beneficiano nell’ambito della realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici, realizzati con componentistica e tecnologia nazionale.

I nuovi decreti, dunque, in materia di incentivi per le rinnovabili messi a punto dal governo non convincono: “Questi provvedimenti suscitano enormi perplessità, ha detto Luigi Spagnolli, presidente della commissione ambiente dell’Anci. Potrebbero portare a una serie di fermi attività rispetto a impianti nuovi e iniziative sviluppate in base a un certo tipo sistema normativo e che adesso sarebbero stoppate, magari con impianti già fatti e a costruzioni avvenute”.

Preoccupazione condivisa anche da Tommaso Sodano, delegato Anci all’ambiente: “Queste norme arrivano un pò a gamba tesa mettendo in discussione alcuni investimenti già realizzati e aumentando quel clima di incertezza che ha bloccato negli anni scorsi il settore delle energie rinnovabili”.

Ad essere contestati in particolare i nuovi tagli delle tariffe e le modifiche nel meccanismo di incentivazione, e la decisione di abolire il bonus per la rimozione dell’amianto contestuale all'installazione di pannelli fotovoltaici.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il