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Agcom: Adsl veloce priorità per Pil italiano, riforma tv e legge contro pirateria

Internet volano per la crescita di Italia: situazione e prospettive del Belpaese



Che l’Italia viva una condizione di decisa arretratezza rispetto ad alcuni colleghi europei in materia di banda larga e sviluppo della rete è cosa ormai ben nota, ciò che però è importante sottolineare è che senza lo sviluppo di un’adeguata banda larga e di Internet la crescita del Belpaese rimarrebbe decisamente in stagno.

A confermare questa triste prospettiva è stato Corrado Calabrò, presidente dell'Autorithy per le comunicazioni, che ha ammesso l’esistenza di una situazione disastrosa, considerando che non si tratta di un ritardo da poco visto che, da solo, Internet vale dall'1 all'1,5% del Pil.

La crescita telematica, insomma, potrebbe rappresentare un forte volano per gli investimenti e per la crescita. Ma servono forti investimenti per realizzare le nuove reti a fibra ottica e per incentivare l'uso della banda larga tra i cittadini.

La rete attuale è al collasso e presto potrebbe diventare insufficiente per tutta la popolazione, dato allarmante considerando che la maggior parte delle nuove attivazioni riguarda ormai il traffico mobile di smartphone e tablet. In aiuto dello sviluppo della rete arriva ora il progetto Metroweb che conta su investimenti per 4,5 miliardi di euro e dovrebbe portare la connessione su fibra ottica in oltre 30 città italiane. Un passo avanti certo ma ancora poco.

Serve di più, molto di più per arrivare, per esempio, all’Inghilterra, dove il Pil legato all'economia di Internet ha raggiunto ormai il 7,3% mentre in Italia non raggiunge neanche il 2%. Si prospettano poi fondamentali per l’Italia anche una riforma per la tv e una nuova legge contro la pirateria.

Per quanto riguarda il primo punto, il premier Mario Monti sta vagliando alcuni curricula arrivati a palazzo Chigi per la designazione delle nomine del governo nel Cda della Rai. Secondo alcune fonti, inoltre, Monti avrebbe già effettuato alcuni incontri per la designazione delle nomine del governo nel Consiglio di amministrazione della Rai.

Le stesse fonti hanno sottolineato che non risultano ancora pervenute le candidature preannunciate da Michele Santoro e Carlo Freccero. “Lo scenario tv sta mutando, calano gli ascolti delle reti generaliste, ma sul fronte delle risorse permane fondamentalmente la tripartizione tra Rai, Mediaset e Sky Italia, che a partire dal 2009 ha soppiantato il duopolio”, ha fatto notare  Calabrò, spiegando anche che “Nei limiti della propria competenza, l'Autorità ha tentato di promuovere una riforma della Rai. Si trattava di proposte misurate e, in quanto tali, a nostro avviso praticabili, che abbiamo rilanciato anno dopo anno. Ma hanno subito la sorte di tutte le altre'.

E poi 'Andrebbe, inoltre, aggiornata la legge sulla par condicio per tener conto delle mutazioni subite dalla comunicazione televisiva (specie con l'inserimento dei politici nei programmi informativi) ed è da riconsiderare in relazione all'incalzante realtà di Internet”.

Sulle norme contro la pirateria, in merito alle quali si è tornato a parlare di leggi ammazza blog qualche giorno fa, tutto sembra ancora fermo. Ma il presidente dell’Agcom Calabrò, vicino alla scadenza del suo mandato, ha comunque assicurato che il popolo della rete non deve avere alcun timore, “perché l’Authority garantirà equilibrio nel bilanciare il diritto alla libera circolazione del pensiero e delle informazioni online con il diritto d’autore. Internet ha un’insostituibile funzione informativa; nessuno più di noi ne è consapevole. Ma nessun diritto è senza limiti. Il diritto alla libertà di navigazione marittima non ha comportato il diritto alla pirateria”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il