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Esodati: pensione con vecchie regole con decreto Fornero. Per 2013 nessuna soluzione

Esodati: situazione e nuove soluzioni



“In questi giorni emaneremo il decreto attuativo che consentirà all'Inps di passare alla definizione di un diritto soggettivo, attribuito quindi a lavoratori con nomi e cognomi, per l'utilizzo della possibilità di godere delle precedenti e più generose regole di pensionamento”: queste le parole del ministro del Lavoro, Elsa Fornero.

Il ministro ha ribadito che la riforma delle pensioni ha garantito la sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale e ha contribuito a dare “un importante contributo alla ricostruzione del Paese. C'è una platea di lavoratori che abbiamo salvaguardato dagli effetti della riforma delle pensioni, consentendo loro di andare in pensione secondo le vecchie regole.

 Questi lavoratori sono stati identificati in un numero di 65 mila. Per quei lavoratori che negli anni a venire saranno interessati da provvedimenti di termine della mobilità o degli ammortizzatori sociali come accompagnamento verso la pensione stiamo valutando il numero e che cosa è possibile fare”. Qualche settimana fa si era ipotizzata anche la possibilità di ritorno a lavoro per gli esodati di oggi.

Ad ipotizzarlo era stato lo stesso ministro Fornero, secondo cui potrebbero tornare al lavoro alcuni di quei lavoratori che oggi, in base a accordi stipulati entro il 4 dicembre 2011, stanno godendo di trattamenti d' integrazione al reddito in vista di una pensione che la riforma previdenziale ha spostato però più in là rispetto al previsto.

La Fornero ha più volte spiegato che esistono due platee di esodati, la prima composta da 65 mila lavoratori e riguarda i salvaguardati per i quali è prevista l' adozione del decreto ministeriale entro il 30 giugno 2012 e che dunque hanno la loro copertura; e la seconda, quella dei lavoratori per i quali, in base ad accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011, fosse previsto, al termine di un percorso di fruizione di strumenti di integrazione reddituale (Cig, mobilità), l’accesso al trattamento pensionistico.

Tra le ipotesi in gioco anche quella di nuove prospettive di lavoro, nuovi impieghi e impieghi part time. Il governo pensa, inoltre, a  interventi a più tappe per un provvedimento probabilmente da varare in autunno, per garantire l'accesso alla pensione con i requisiti in vigore prima della riforma Fornero a chi si troverà a transitare dalla Cassa integrazione straordinaria o speciale alla mobilità nel 2013 e anche nell'anno successivo.

Rientrano in questa categoria coloro che sicuramente non matureranno i requisiti previdenziali nei prossimi 24 mesi. A confermare l'operazione il sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo: “È ovvio che ci sono più esodati dei 65mila stimati, ma sono scaglionati nel tempo. Ci sono quelli che rimarranno senza stipendio e senza pensione nel 2013, altri nel 2014 e via dicendo. Anno per anno si provvederà. Non possiamo risolvere il problema tutto subito”.

Per realizzare questo intervento dovranno però essere trovate nuove risorse per la copertura finanziaria, che ammonterebbe a oltre 5 miliardi per sei anni, a partire dai 240 milioni per il 2013, anno per il quale al momento non si prospetta ancora alcuna soluzione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il