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Dipendenti statali: riforma Governo Monti con tagli stipendi e nuove regole mobilità e licenziamenti

Le novità lavoro per i dipendenti statali: cosa potrebbe cambiare



Nuovi tagli agli stipendi e nuovo riordino normativo dei licenziamenti disciplinari: il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl), le Regioni, le Province e i Comuni hanno raggiunto un’ipotesi di accordo che prevede molte novità in materia di lavoro statale.

Il motivo del nuovo accordo dipende dai contenuti dell' articolo 2 della riforma Fornero sul mercato del lavoro che rimanda proprio al ministro Patroni Griffi il compito di armonizzare la disciplina relativa ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche.

L’accordo dovrebbe toccare il licenziamento disciplinare, e mentre per i privati sarà il giudice a stabilire se il lavoratore ha diritto all' indennità o al reintegro, per i pubblici è previsto solo il reintegro. Per i licenziamenti economici, poi, al contrario della riforma Brunetta, Novità anche per quanto riguarda il sistema premiale: mentre l' ex ministro aveva introdotto tre fasce di merito alimentate da un fondo con premi individuali, ora ci sarà un nuovo meccanismo.

Altro obiettivo da raggiungere è di attivare meccanismi di mobilità territoriale a livello nazionale e forme di flessibilità retributiva. Gli stipendi degli statali fanno parte delle tre principali voci di spesa del flusso di 295,1 miliardi considerato aggredibile entro il 2014. In termini di retribuzioni lorde vengono spesi 122,1 miliardi, di cui 61,8 a carico delle amministrazioni statali, 12,8 dei Comuni e 4,5 delle regioni.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il