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Tagli sprechi costi politica: consulenze e costi regioni nel mirino del Governo Monti

I tagli ai costi della politica: previsioni e piani del governo Monti



Dopo la lotta all’evasione fiscale, intrapresa dal governo Monti a ritmo serrato, dopo le riforme su pensioni e lavoro, a finire nel mirino delle novità sono i costi della politica, inutili. 

Da Nord a Sud, le cifre sono da capogiro e pesano sui conti pubblici dello Stato e, secondo il governo Monti, sono decisamente da tagliare. Nel 2011 gli incarichi affidati ad esterni da Stato, regioni, comuni e province sono stati più di 139mila, con consulenti e collaboratori che hanno incassato oltre 689 milioni di euro dalle casse dello Stato e nonostante gli incarichi siano diminuiti dell'8,5% e i compensi liquidati del 4,5%, i dati del ministro per la Pubblica amministrazione restano ancora sconcertanti, come ha confermato lo stesso ministro Filippo Patroni Griffi, secondo cui “il ricorso alle professionalità esterne continua ad essere eccessivo e forse in certi casi anche di dubbia utilità”.

Così, in linea con la tanto annunciata spending review e i tagli conseguenti, Patroni Griffi fissa l'obiettivo del governo: far scendere le consulenze del 20%. Entrando comunque più nel dettaglio delle spese, si scopre che lo scorso anno a Nord sono stati spesi in consulenze più di 440 milioni, con un calo rispetto al 2010 del 2,2%.

In testa la Lombardia che, con un aumento delle spese del 13,9% ha pagato 156 milioni. Ha invece dimezzato le uscite la Val d'Aosta. Bene anche Liguria e Piemonte, con tagli tra il 16 e il 17%. Nel Centro Italia le spese per consulenze sono invece state pari a 134 milioni, con un aumento dello 0,22%.

Hanno molto tagliato anche le regioni del Sud, con una sforbiciata del 17,8%: la spesa totale è stata di 69 milioni e il risultato migliore è arrivato dalla Calabria, che ha quasi dimezzato le spese.

Significativo anche il meno 19,3% della Campania, mentre le Isole hanno abbassato i costi del 14,5%, con la Sicilia che ha fatto segnare un risparmio del 19,7% e la Sardegna del 7,5%. Anche per quanto riguarda il numero delle consulenze i tagli maggiori si registrano a Sud, - 20,6%, mentre sono aumentati gli incarichi in Umbria (45%), Toscana (12%), Provincia Autonoma di Bolzano (8,7%) e di Trento (3,6%) e una forte diminuzione si registra in Basilicata (-50,5%), Valle d'Aosta (-44,9%) e Calabria (-38,2%).

Per arginare le spese superflue, il governo di Mario Monti si è rivolto anche agli abitanti della Penisola dotati di connessione per raccogliere opinioni su sprechi e spese inutili. L'intenzione è quella di coinvolgere, e far sentire coinvolto, il popolo nella definizione dei prossimi tagli.

E finora sono 40mila le proposte arrivate per via telematica. Intanto l'esecutivo ha detto la sua con la bozza del decreto sulla revisione di spesa e prevede una sforbiciata da 4,2 miliardi di euro tra il primo luglio e prossimo 31 dicembre.

A breve termine si stima una revisione intorno agli 80 miliardi e nel medio periodo si punta a 295 miliardi. Il neo-commissario per la dieta economica del Belpaese Enrico Bondi dovrà presentare un piano da 2,1 miliardi già nei prossimi 15 giorni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il