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Imu quanto si deve pagare: differenza tra case grandi e piccole

Quanto costa l’Imu prima e seconda con nuova rendita catastale



Sta per arrivare il momento del primo pagamento Imu, che si potrà pagare in tre rate, di cui il 33% entro il 16 giugno 2012, il 33% entro il 16 settembre 2012 e il saldo con l'eventuale conguaglio si dovrà versare entro il 16 dicembre 2012. Ma si può anche decidere di pagare l’Imu in due rate.

Il versamento può essere compensato con i crediti spettanti al contribuente, ad esempio, con il credito Irpef che scaturisce dal modello 730/2012 o dall'Unico 2012 persone fisiche, per i redditi del 2011. Per calcolare l'importo della tassa sulla prima casa, bisognerà moltiplicare per 160 la rendita catastale (rivalutata del 5%), applicare l'aliquota di base (il 4 per mille sulla prima casa, il 7,6 per mille su tutti gli altri immobili), togliere le detrazioni forfettarie, che sono pari a 200 euro più 50 euro per ogni figlio a carico di età fino a 26 anni.

Le detrazioni valgono solo per la prima casa e i coniugi conviventi che posseggono due case e dichiarano residenze separate potranno applicare le detrazioni (ma anche l'aliquota agevolata, più bassa) alla sola abitazione in cui hanno dimora abituale.

Per evitare abusi sulla prima casa, inoltre, l'aliquota agevolata e la detrazione si applica dunque per l'immobile dove abita tutto il nucleo familiare e comunque sarà possibile solo un’agevolazione a famiglia. Vengono alleggerite le tasse sulle dimore storiche e restano invece fuori da ogni tassazione quelle distrutte dopo il terremoto del 2009 in Abruzzo. 

La vera stangata Imu si abbatterà soprattutto sui possessori di seconde case. In questo caso l'aliquota fissata è al 7,6 per mille suscettibile però di rialzo e nonostante i Comuni non abbiano ancora comunicato questi rialzi, secondo le stime, in alcune città, l'aliquota sulla seconda casa potrebbe arrivare anche al massimo del 10,6 per mille. L'Imu sulla seconda casa si calcola come per la prima: rendita catastale X 105 X 160= base imponibile.

Una volta arrivati alla base imponibile l'aliquota da applicare è dello 0,76%. In questo caso non sono previste detrazioni. Stabilire il costo preciso dell’Imu al momento non è ancora possibile considerando che i Comuni devono ancora stabilire le aliquote di prime e seconde case. Eppure c’è chi sostiene che l’Imu sulla prima casa costerà anche meno della precedente Ici.

Il ministero dell'Economia ha presentato nei giorni scorsi una serie di calcoli da cui emerge il confronto delle aliquote Ici dello 0,4% con aliquote Imu dello 0,4% ed emerge che a Milano, per esempio, una casa da 1.000 euro di rendita catastale, trilocale in una buona zona del semicentro, registrerebbe un incremento di costo di un solo euro se la giunta decidesse di tenere l'Imu allo 0,4%, mentre se optasse per l'aliquota 0,5% l'incremento sarebbe di 169 euro.

Considerando una casa più grande in una zona centrale, con rendita da 2.500 euro, con aliquota Imu fissata allo 0,4% l'aggravio rispetto all'imposta del 2007 sarebbe di 221,50 euro, che salgono a 641,50 euro con Imu allo 0,5%, invece l'Ici era di 1.208,50 euro a fronte di Imu nelle due ipotesi considerate di 1.450 e 1.850 euro.

Intanto a Roma, per esempio, si è stabilito di alzare le aliquote al massimo, a Milano dovrebbe essere lo stesso, ma al momento solo per le seconde case. Sulle aliquote Imu, la legge fissa il limite minimo e massimo per ogni tipologia di immobile e i Comuni non possono superarli (fissando, per esempio, un'aliquota dello 0,1% per l'abitazione principale).

Con l'Ici, invece, l'autonomia regolamentare permetteva ai sindaci di fare scelte più generose rispetto a quelle indicate dalla normativa di riferimento. Anche sulla detrazione per l'abitazione principale (ma non su quella per i figli, fissa a 50 euro), i Comuni possono introdurre differenziazioni per tutelare singole categorie di contribuenti, purché la scelta sia ragionevole e non discriminatoria.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il