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Facebook: quotazione in Borsa. Previsioni preoccupate analisti

Facebook in Borsa: le opinioni degli analisti



Il social network più popolare del mondo sta per sbarcare in Borsa e potrebbe raccogliere  fino a 13,6 miliardi di dollari, con una valutazione di mercato compresa fra i 77 e i 96 miliardi di dollari: questo è quanto emerge dalla documentazione presentata alla Sec, nella quale si fissa a 28-35 dollari per azione il prezzo dell'ipo. Facebook vende 337,3 milioni di azioni.

L'ipo di Facebook arricchirà molti e in base alla forchetta di prezzo fissata per le azioni in 28-35 dollari l'una, la quota di Zuckerberg, che compirà 28 anni il 14 maggio, nel social network vale 18,7 miliardi di dollari. La quotazione di Facebook in Borsa sarà la maggiore del settore Internet e il social network sarà la società di maggiore valore al momento dell'Ipo, superando i 23 miliardi di dollari di Google nel 2004, all'epoca il colosso di Mountain View raccolse con l'Ipo 1,9 miliardi di dollari. 

Ed è iniziato ieri il percorso del social network per arrivare alla quotazione, prevista il 18 maggio. I manager della società incontreranno gli investitori per convincerli a comprare i titoli in sede di collocamento. Il primo appuntamento allo Sheraton di New York.

A preoccupare gli investitori è la valutazione della società, che punta a raccogliere fino a 5,8 miliardi di dollari, valutando la società tra i 60 e i 75 miliardi di dollari, ma anche la curva potenziale di crescita di un gruppo che ha conosciuto una rapida espansione.

Inoltre, secondo il Financial Times, anche gli inserzionisti iniziano a mostrare segnali di disagio. Il motivo? L'aumento dei costi pubblicitari non è sempre accompagnato da chiare rilevazioni che dimostrino il valore reale dell'investimento.

Secondo il finanziare Warren Buffett, è vero al social network sta accadendo qualcosa di straordinario, ma è anche vero che non ha intenzione di investire nella quotazione, perché “Le persone si fanno prendere da aziende che hanno fatto bene”, non riflettendo magari sul fatto che gli ottimi risultati passati non bastano a garantire buoni ritorni.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il