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Esodati: decreto Fornero cosa prevede. Vecchie regole per andare in pensione per 2012-2013

Esodati: arriva decreto per 65mila. I sindacati non ci stanno. La risposta del ministro


Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha presentato alle organizzazioni sindacali il decreto sui 65 mila lavoratori esodati che saranno salvaguardati rispetto alle nuove regole per accedere alla pensione, rinviando la discussione sul resto della platea di coloro che hanno fatto accordi entro il 2011 per l'uscita dal lavoro verso la pensione e che rischiano, a causa delle nuove regole, di restare nei prossimi anni senza impiego e senza assegno.

Ma i sindacati non ci stanno, perché, sostengono, “crea disparità, mentre va trovata una soluzione per tutti”. Ma il ministro ha ribadito l'intenzione di salvaguardare solo quelle persone che hanno lasciato il lavoro entro il 4 dicembre 2011 e che matureranno i vecchi requisiti per il pensionamento entro il 2013, mentre “Per quelli che sono fuori dai 65 mila si vedrà”.

Del resto, si tratta del numero per i quali la riforma già stanzia le risorse a copertura dei costi (oltre 5 miliardi fino al 2019), nonostante l'Inps abbia parlato di numeri ben diversi, 130mila unità interessate in quattro anni, oltre a 1,4 milioni di soggetti in prosecuzione volontaria.

I 65mila esodati che godranno della copertura sono 25.590 lavoratori in mobilità ordinaria; 3.460 in mobilità lunga; 17.710 quelli che fanno riferimento a fondi solidarietà; 10.250 i prosecutori volontari della contribuzione; 950 i lavoratori esonerati; 150 i genitori di figli disabili; 6.890 lavoratori che hanno risolto il rapporto al 31 dicembre scorso sulla base di accordi individuali o collettivi.

“Il ministro ha presentato un decreto che non va bene e che deve cambiare”, ha detto il leader della Cgil, Susanna Camusso. “Non siamo soddisfatti”, ha detto invece il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, sollecitando modifiche: “Il ministro non può far finta che non ci siano altre persone in questa condizione, oltre le 65 mila”.

Ma il ministro Fornero, in una lettera inviata al Sole 24 Ore, in risposta alle critiche mosse da un articolo di Salvatore Padula, ci ha tenuto a precisare “Ricordo anche che nessuno sarà toccato dagli effetti della riforma previdenziale nel corso del 2012 e che il salva Italia ha fissato al 30 giugno il termine entro il quale emanare il decreto interministeriale per la precisa individuazione delle persone portatrici del diritto soggettivo al pensionamento, secondo la normativa in vigore prima della riforma.

Di tale individuazione, non immediata per la varietà delle situazioni coperte, è stato incaricato un tavolo tecnico, istituito presso il ministero, di cui lo stesso Inps era parte. Il tavolo giovedì ha fornito la cifra, sia nel suo complesso sia nella sua articolazione per categorie di 'salvaguardati'.

La cifra complessiva, 65mila, è apparsa sia in contraddizione con quanto dichiarato il giorno precedente dal direttore dell'Inps in commissione Lavoro della Camera, sia assurdamente inferiore proprio alle stime precedentemente divulgate dalla stampa. Rispetto a queste ultime, non conoscendone l'origine, non intervengo.

Rispetto a quelle fornite dall'Inps posso invece affermare che non vi è necessariamente contraddizione, essendo differenti l'oggetto e le finalità delle stime. Il numero di ulteriori lavoratori, peraltro, non è al momento stimabile in modo preciso giacché il perfezionamento dell'accordo richiede, in molti casi, che il lavoratore aderisca all'intesa”.




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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il 10/05/2012 alle ore 07:14