BusinessOnline - Il portale per i decision maker


Obbligazioni 2012: investimento più scelto. Le previsioni

Investire nel 2012: si punta sulle obbligazioni



In periodo di crisi, gli investitori europei hanno comprato soprattutto fondi obbligazionari e dei 50 miliardi di euro di raccolta netta positiva finita tra gennaio e marzo nelle casse comuni europee con obiettivi di lungo termine (e cioè nei budget di azionari, bilanciati e obbligazionari), ben 37 si sono diretti sui prodotti a reddito fisso.

E’ stata Morningstar ,la società leader mondiale nel rating del risparmio gestito , a fornire questi dati, oggi che le Borse tornano ad essere piuttosto altalenanti e che lo spread è tornato a salire.

Per quanto riguarda l’Italia, anche nel Belpaese, secondo Corriereconomia, è scoppiata la bond-mania e i prodotti che sono andati per la maggiore sono gli obbligazionari con pagamento della cedola (905 milioni), cioè quei fondi che promettono una remunerazione periodica simile a quella dei titoli di Stato. Il trimestre è andato in positivo anche per gli obbligazionari euro e internazionali (90 milioni circa a testa) e per i prodotti specializzati sugli Emergenti.

Spiega Cosimo Marasciulo, gestore del fondo Pioneer obbligazionario euro a distribuzione, uno dei finalisti dei Morningstar Awards 2012, concentrandosi sugli orizzonti temporali conviene stare in linea di massima sul breve, perché, di solito, la volatilità dei prezzi è più ridotta.

Ma considerando che spread e rendimenti sono saliti parecchio ora anche sulle scadenze più lunghe, cinque-dieci anni, si possono trovare le opportunità d’acquisto più interessanti. 

E fra gli altri titoli di Stato italiano convenienti buone opportunità si notano sia sul tasso variabile che su quello fisso. Secondo Gernot Mayr, gestore del fondo Raiffeisen Global Rent, del gruppo austriaco Raiffeisen Capital Market, anch’esso candidato ai premi Morningstar, i tassi di interesse dei paesi più sviluppati “rimarranno bassi ancora a lungo e non ci sono all’orizzonte segnali di ripresa dell’inflazione.

Di conseguenza l’investimento in titoli a reddito fisso gode di un buon supporto nei fondamentali economici, mentre per il resto del 2012 saranno i Bund tedeschi a continuare ad essere un bene rifugio, mentre continuerà la volatilità degli spread dei paesi periferici di area euro. Per quanto riguarda le scadenze in cui si possono realizzare le performance migliori, molto dipende dal grado di avversione al rischio degli investitori.

In ogni caso penso che sulla durata dei 7-10 anni i risultati siano interessanti, perché le curve dei rendimenti, vale a dire i diversi rendimenti associati alle varie scadenze dei titoli, sono molto ripide in tutti i paesi, con tassi piuttosto alti sulle scadenze più lunghe.

Nel breve termine i titoli degli Emergenti possono risentire della debolezza del debito dei paesi periferici di area euro. Nel medio e nel lungo termine, tuttavia, maggiore è il timore nei confronti dell’Eurozona, più alta è l’attenzione per attività finanziarie lontane dall’epicentro della crisi”.

Per quanto riguarda i Paesi emergenti, il basso livello del debito pubblico gioca un ruolo essenziale. Secondo dati del Fondo Monetario internazionale, nel 2012 il rapporto debito/Pil sarà in media del 36%, contro il 106% dei paesi più sviluppati.

I fondamentali creditizi sono dunque decisamente favorevoli, supportati oltre che da finanze pubbliche in ordine, da una crescita economica robusta e da un deciso miglioramento della politica economica.

Dall’analisi di Corriereconomia, risulta che le categorie di bond emergenti preferite sono i bond governativi. I fondamentali i sono ottimi, sia per quanto riguarda il debito pregresso, che per quanto riguarda i saldi. Nel 2012 il rapporto deficit Pil sarà in media al 2%, contro il 6% dei paesi più sviluppati.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il