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Prestiti e mutui 2012: banche confermano blocco e spiegano i motivi

Le banche chiudono i rubinetti del credito: situazione e possibili soluzioni



Diminuisce l'erogazione del credito alle aziende in Italia e continua ad essere sempre più difficile ottenere prestiti.  Mauro Fancelli, presidente della Confederazione nazionale artigianato Piccola e media impresa di Firenze, ha detto che “Le banche hanno chiuso i rubinetti, hanno smesso di fare le banche” e gli stessi banchieri riconoscono il problema, ammettendo “Non solo abbiamo ridotto i nuovi crediti. Ma lo stiamo facendo furiosamente”, basti pensare che nel primo trimestre del 2012 il sistema bancario ha erogato alle imprese toscane il 33,5% in meno dello stesso periodo del 2011.

In realtà, le banche non hanno motivi strutturali per non dare più credito. Se la rete si è bloccata non è stato per un cambiamento di vocazione delle banche, quanto per i vincoli molto rigidi introdotti nel momento sbagliato, e cioè imposti in una congiuntura macroeconomica in cui ci sarebbe bisogno di maggiore offerta di credito.

Per dare, però, ossigeno alle aziende il governo punta a varare decreti attuativi sui debiti della Pubblica Amministrazione (50-60 miliardi in tutto, secondo il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera).

A ridare impulso all’economia, più che i fondi della Bce (usati in primo luogo per rifinanziare i bond bancari in scadenza) potrebbero arrivare i crediti vantati dalle aziende verso la Pubblica Amministrazione, molti dei quali bloccati anche da anni.

Una cifra che, secondo Passera, ammonta a circa 50-60 miliardi, riassorbili in un paio d’anni, che potrebbero poi essere rimessi in circolo utilizzando il sistema bancario e “Le banche sono pronte a un accordo con le imprese”, promette il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il