Studi di settore 2012: congrui dopo il controllo attraverso 10 indicatori

Nuovi indicatori per Studi di Settore 2012: cosa prevedono



Studi di settore per verificare incongruenze e irregolarità nelle dichiarazione dei redditi, pronta ad essere presentata con i modelli 730 e Unico 2012. Insieme a redditometro e spesometro, anche gli Studi di Settore presentano novità per stanare i furbetti.

Sono stati, infatti, introdotti nuovi correttivi crisi e indicatori di coerenza e di normalità economica per gli studi di settore 2012. L’Agenzia delle Entrate ha, infatti, comunicato che gli studi di settore prevederanno per quest'anno una serie di interventi di modifica per essere più adeguati alle condizioni economiche e dei mercati e capaci di evidenziare incoerenze nei dati dichiarati e saranno più leggeri per le aziende che hanno avuto meno ricavi.

Previsti correttivi anche per taxi, imprese di trasporti e traslochi, a causa del caro benzina. L’Agenzia spiega che si tratta di indicatori relativi alle anomalie dei dati dichiarati (finalizzati a contrastare possibili situazioni di non corretta compilazione dei dati previsti nei modelli per il periodo 2010); indicatori relativi all'assenza del valore dei beni strumentali (per 145 studi, infatti, viene intercettata la presenza di beni ammortizzabili nei dati strutturali e l'assenza del valore dei beni nei dati contabili, assegnando poi un valore ipotetico per addetto normale di riferimento); indicatore per il comparto farmacie (per tener conto, in relazione al ricarico di un ulteriore sconto obbligatorio dell'1,82% sui prezzi praticati al Ssn).

Dieci, in particolare, i nuovi indicatori di coerenza, parametri ai quali è affidato il compito di intercettare possibili anomalie compilative del modello per la raccolta dei dati.

Diverse le novità previste, da quella delle rimanenze di opere e servizi di durata ultrannuale, la cui anomalia consiste nell'indicazione di tale dato in relazione ad attività che solitamente non sono interessate da lavori di durata superiore ai 12 mesi; a tre indici relativi al costo del venduto, da intendersi come somma algebrica tra gli acquisti, le esistenze iniziali e le rimanenze finali.

Il primo è relativo al dato generale ed evidenzia l'anomalia dove il costo del venduto è inferiore a zero, il secondo è di costruzione identica, riservato a prodotti soggetti a ricavo fisso, come tabacchi, carburanti, schede telefoniche; mentre il terzo indice intercetta un soggetto che vende sottocosto (comportamento antieconomico), poiché scatta quando si contrappongono un ammontare dei ricavi lordi inferiori al costo del venduto.

Un altro indice riguarda i soli studi che, per loro natura, non sono relativi ad attività che trattano prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso. In tal caso, l'anomalia è costituita dalla rilevazione di una voce di costo o ricavo relativa a tali prodotti.

Ci sono poi quattro indici relativi ad anomalie sui beni strumentali utilizzati, dalla mancata esposizione delle spese per la disponibilità di beni in locazione o noleggio (oppure in leasing), alla indicazione del valore dei beni stessi, o alla indicazione delle spese per ammortamenti o leasing, non accompagnata dalla esposizione dei valori dei relativi beni.

Poi c’è l’indicatore ‘Mancata dichiarazione delle spese per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria in presenza del relativo valore dei beni strumentali’ che si applica alle imprese che indicano, nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore, il valore dei beni strumentali acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria e non indicano spese per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziari.

L'ultimo indicatore è relativo alla mancata considerazione della forza lavoro occupata dall'azienda: in questo caso l'analisi si basa sugli associati in partecipazione che apportano solo lavoro e ricevono compensi nel quadro dei dati contabili.

L'indicatore di coerenza ‘Mancata dichiarazione del numero e/ o della percentuale di lavoro prestato degli associati in partecipazione in presenza di utili spettanti agli associati in partecipazione con apporti di solo lavoro’ si applica alle imprese che indicano, nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore, utili spettanti agli associati in partecipazione con apporti di solo lavoro e non indicano il numero e/o la percentuale di lavoro prestato degli associati in partecipazione.

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di Marianna Quatraro pubblicato il