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Grecia fuori dall'Euro: cosa potrebbe succedere all'Europa e all'Italia

Le conseguenze dell’uscita della Grecia dall’Euro: cosa succederebbe?



Evangelos Venizelos, il leader del Pasok, ha ricevuto il mandato presidenziale per formare una nuova coalizione di governo entro tre giorni. L’ex ministro delle Finanze ha detto: “Tenteremo ogni strada per formare un governo di coalizione. I partiti devono essere all'altezza della situazione”.

Venizelos ha detto che ‘segnali positivi’ emergono dall'incontro con il leader di Sinistra democratica Fotis Kouvelis, che si è detto disponibile a entrare in una coalizione di tutte le forze democratiche. Ma “Se un membro del club non rispetta le regole, è meglio che se ne vada dal club”, ha detto il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, riferendosi alla Grecia.

“Ho molto rispetto per la democrazia greca e il parlamento greco. Ma devo anche rispettare gli altri 16 parlamenti nazionali che hanno approvato il programma per la Grecia”, ha spiegato Barroso, sottolineando che tutti devono rispettare gli accordi.

“Ma se questi non sono rispettati vuol dire che non esistono più le condizioni per continuare a far parte dell'eurozona”. Intanto la Commissione Ue é pronta a continuare ad assistere la Grecia e conferma appieno gli impegni assunti con il secondo programma di aiuti ma Bruxelles chiede al nuovo governo di rispettare gli accordi. Se davvero la Grecia fosse tagliata fuori dall’euro, l'Italia potrebbe diventare soggetta ad attacchi speculativi, ma i primi ad essere attaccati dovrebbero essere Spagna e Portogallo.

Il nostro Paese dovrebbe farcela grazie alle riforma fatte ma sarebbe sotto pressione. Una probabile uscita della Grecia dall’euro, potrebbe determinare una generalizzata discesa dei valori e una risalita dei vari spread. Andrea Ragaini, ad di Banca Cesare Ponti, ha spiegato che “Se il mondo fosse a compartimenti stagni, l'uscita della Grecia dal gruppo dei 17 non comporterebbe problematiche rilevanti: il peso percentuale del Pil greco su quello europeo è inferiore al 3%, il flusso di scambi internazionali è irrilevante ed anche il contributo alla governance europea non è certo determinante.

Il mondo di oggi non è però fatto a compartimenti e i mercati finanziari vivono di aspettative. Il rischio è quindi che si individui un altro candidato all'uscita su cui concentrare l'azione ribassista; Spagna e Italia potrebbero essere i primi ad essere coinvolti nel fuoco della speculazione. Non sono quindi a nostro avviso stimabili gli effetti a catena dell'uscita della Grecia dall'area euro”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il