BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Partita iva: regole per validità spiegate in riforma del lavoro

Novità partite Iva: quando sono valide e contributi previsti



Aumento dell'aliquota contributiva di circa sei punti percentuali (dal 27 al 33%), misura che le partite Iva contestano profondamente, perché sovraccarica il professionista e il lavoratore autonomo di un contributo maggiore nei confronti delle casse pubbliche, ma di cui si parla in maniera piuttosto concreta.

Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha spiegato, infatti, che “l'aumento dell'aliquota contributiva serve ai giovani per avere pensioni più dignitose quando usciranno dal mercato del lavoro. Nulla di quanto versato verrà perso , è un contributo per i giovani professionisti che altrimenti rischierebbero di vivere in condizione di indigenza in futuro”.

Del resto, il 53% delle aperture di partite Iva riguarda u giovani fino a 35 anni. Il ministro ha anche aggiunto che il tentativo “è di non privatizzare la previdenza. Certo il calcolo del rendimento sul lungo termine è complicato, ma dobbiamo essere ottimisti e pensare che torneremo a crescere nei prossimi anni. Le nostre pensioni pubbliche saranno tanto più alte, a parità di contributi, quanto maggiore è il tasso di crescita dell'economia”. 

Gli emendamenti presentati al ddl di riforma del mercato del lavoro includono l’introduzione di un tetto minimo di reddito lordo annuo sotto al quale scatta la presunzione di falsa partita Iva. Il limite minimo viene fissato a 18.000 euro di reddito lordo annuo e sopra questo reddito, quindi, non saranno valide le presunzioni per far scattare l’assunzione. 

Il disegno di legge prevede, poi, che le partite Iva siano considerate collaborazioni coordinate e continuative nei casi in cui sussistano due dei tre seguenti presupposti: collaborazione con durata superiore ai sei mesi nell’arco di un anno; corrispettivo derivante dalla collaborazione superiore al 75% del reddito totale annuo; postazione di lavoro presso la sede del committente. Con la proposta di modifica, si passa a otto mesi a all’80% del reddito totale annuo.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il