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Esodati: decreto Fornero da cambiare per sindacati. I problemi da risolvere

Decreto esodati: iniquo. Insoddisfatti i sindacati



Il decreto per gli esodati illustrato dal ministro Fornero per 65mila esodati non è equo, secondo i sindacati, che protestano contro la decisione di salvaguardare solo una platea ristretta di lavoratori, quando in realtà i numeri dicono che si tratta di migliaia di persone in più.

Anche al segretario del Pd, Pierluigi Bersani, la decisione del ministro Fornero non basta: “Adesso c'è un primo provvedimento sui primi 65 mila esodati. Va bene, ma al tavolo con i sindacati si faccia una ulteriore ricognizione rigorosa e non generica e, sulla base di quella si reperiscano le risorse necessarie.

Noi abbiamo qualche idea su come trovarle, quindi, anche qui bisogna trovare le soluzioni”. “Siamo insoddisfatti”, ha detto Raffaele  Bonanni, leader della Cisl, mentre secondo la Camusso, leader della Cgil, “L'accordo non va bene, va cambiato perché non dà garanzie a tutti e crea disparità”, sottolineando che l'esecutivo deve trovare i soldi.

Per Bonanni, “La situazione è molto complicata. Il nodo principale sono le risorse per coprire tutti i lavoratori rimasti senza un posto e senza pensione e non solo i 65mila individuati dal ministero. Il ministro insiste molto sui soldi disponibili. Stiamo chiedendo di modificare le risorse necessarie'.

E “Restano aperti molto problemi, non c’è certezza che tutte le persone interessate siano tutelate”, ha spiegato poi Domenica Proietti, segretario confederale della Uil, che ha aggiunto: “Abbiamo chiesto l'impegno a cercare risorse che possano coprire anche il biennio successivo 2014-2015”, andando oltre, dunque, gli anni 2012, 2013 per cui sono state stanziate le risorse. Tutti i lavoratori in questa situazione di difficoltà hanno bisogno di tutele, anche per il futuro.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il