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Crisi economica 2012-2015: previsioni Borsa azioni e obbligazioni negative di S&P

La crisi dell’Eurozona: conseguenze e propsettive



Saranno ben sette i paesi europei che chiuderanno quest’anno critico in recessione, secondo la Commissione Europa. Fra questi Paesi i volti noti Grecia (-4,7%), Spagna (-1,8%), Italia (-1,4%), Portogallo (-3,3%), Slovenia (-1,4%) e Cipro (-0,8%), ma anche una insospettabile Olanda che dovrebbe vedere il proprio prodotto interno lordo in calo dello 0,9%.

Nel complesso secondo le stime della Commissione Europea, il Pil dell’eurozona dovrebbe subire nel 2012 una flessione dello 0,3%, mentre l’anno prossimo il Pil dovrebbe aumentare di un punto percentuale. Nella Ue alla crescita zero di quest’anno dovrebbe poi apporsi una crescita dell’1,3% nel 2013.

Ma le notizie negative sugli effetti della crisi economica mondiale, che sembra ormai essere diventata il leitmotiv di questo decennio, non finiscono qui. Secondo l'agenzia di rating Standard and Poor's nel report sul credito globale, potrebbe, infatti, verificarsi uno stravolgimento sui mercati finanziari nei prossimi 5 anni, scatenato dalla combinazione di ingente bisogno di capitali delle società, difficoltà delle banche e difficoltà economiche di Stati Uniti e Eurozona.

Il documento stima che le società non finanziarie di Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina, Eurozona e Giappone avranno bisogno di 30mila miliardi di dollari di nuovo debito per rifinanziare i bond in scadenza e i prestiti erogati nel periodo pre crisi (le società europee contano per il 30%), più altri 13-16mila miliardi di nuovi capitali che si stima siano necessari per finanziare la crescita.

Nel complesso quindi 46 trilioni di dollari, cioè 35mila miliardi di euro. Si tratterebbe di ingenti perdite sui mercati azionari e obbligazionari. Sempre secondo il rapporto, è vero, che le banche globali e i mercati dei capitali di debito saranno in gran parte in grado di continuare a fornire la maggior parte della liquidità che serve alla maggior parte delle aziende per gestire le attività di rifinanziamento future, ma è comunque pur vero che si tratta, in realtà, di un equilibrio molto fragile.

Per risollevare concretamente la situazione finanziaria, bisognerebbe, dunque, tornare a costruire solide realtà economiche capaci di divenire pilastri nei momenti più critici, e ‘rifornire’ le banche di liquidità necessaria.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il