Mutui già esistenti e stipulati: risparmiare sulla rate con tassi euribor 2012 minimi

L’Euribor torna ai minimi: cosa conviene fare con i mutui



C’è chi non vede l’ora di aver un bel po’ di soldini da parte per estinguere il proprio mutuo, la cui spesa mensile sembra ormai diventata un macigno per tutti i mutuatari. Ma in un momento storico, di incertezza e andamenti decisamente altalenanti di mercato ed economia, estinguere un mutuo non sempre conviene.

E il consiglio delle banche oggi è lo stesso per tutte: chi è intenzionato ad accendere un mutuo a tasso variabile è bene che aspetti che le oscillazioni del mercato passino.

Dopo mesi di crisi nera, infatti, la repentina discesa dello spread aveva portato molti risparmiatori ad investire di nuovo nel mattone, ma ora lo spread btp-bund è tornato crescere e si sono nuovamente inasprite anche le condizioni necessarie per ottenere il mutuo, concesso con pochi problemi solo a clienti conosciuti con rapporto tra rata e reddito inferiore al 30% (per un mutuo da 1.000 euro al mese bisogna guadagnarne almeno 3.500) e a condizione che il finanziamento non superi il 50-60% del valore delle garanzie immobiliari.

Chi scegliesse ora un mutuo a tasso variabile potrebbe arrivare a pagare anche 250 euro in più per il trentennale e circa 150 euro per un prestito ventennale da 100 mila.

Ma intanto la voglia di investire in una casa cresce, considerando che gli Euribor stanno tornando ai minimi: l'indice a 3 mesi, infatti, si è portato allo 0,7% e sembra prossimo a raggiungere il minimo storico (0,634%) e questa notizia piace certamente ai milioni di italiani che pagano rate di mutui a tasso variabile, agganciati appunto a tale indice.

Ma se l’Euribor oggi raggiunge il minimo è lecito pensare che dopo questo momento tornerà a salire e anche se solo per ipotesi, perché attualmente non esistono certezze da poter garantire, si pensa che gli Euribor resteranno sotto la soglia dell'1% fino a settembre 2014 per poi risalire lentamente verso il 2% nel 2016. Non dovrebbero tornare, dunque, neppure da qui a cinque anni, in linea con la media storica del 3%.

Considerando la convenienza attuale dei variabili, per chi avesse stipulato un mutuo a tasso fisso e volesse cambiare, è bene che consideri anche i valori degli spread eventualmente applicati dalle diverse banche, perché sono proprio loro che in molte circostanze ritoccano anche di molto all’insù le rate.

Chi, poi, deve accendere adesso un mutuo è bene che valuti ogni possibilità e ogni calcolo, fra Euribor e spread, regolandosi in base alle proprie esigenze, e considerando comunque che i mutui a tasso fisso, nonostante abbiano rate più alte dei variabili, non subiscono mai variazioni, nonostante le oscillazioni di mercato. Per chi, invece, avesse già un mutuo in essere, a tasso variabile, diciamo che potrà dormire sonni tranquilli ancora per qualche anno

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di Marcello Tansini pubblicato il