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Partita iva vera: regole e condizioni in riforma Lavoro 2012 Monti-Fornero

Le modifiche per il mondo delle partite Iva: cosa prevedono



Cambia il mondo delle partite Iva con la modifiche alla riforma del Lavoro 2012. La prima novità prevede l’aumento dell'aliquota contributiva di circa sei punti percentuali (dal 27 al 33%), misura che le partite Iva contestano profondamente, perché sovraccarica il professionista e il lavoratore autonomo di un contributo maggiore nei confronti delle casse pubbliche, ma di cui si parla in maniera piuttosto concreta.

Prevista anche l’introduzione di un tetto minimo di reddito lordo annuo sotto al quale scatta la presunzione di falsa partita Iva: il limite minimo viene fissato a 18.000 euro di reddito lordo annuo e sopra questo reddito, quindi, non saranno valide le presunzioni per far scattare l’assunzione. 

Il disegno di legge prevede, poi, che le partite Iva siano considerate collaborazioni coordinate e continuative nei casi in cui sussistano due dei tre seguenti presupposti: collaborazione con durata superiore ai sei mesi nell’arco di un anno; corrispettivo derivante dalla collaborazione superiore al 75% del reddito totale annuo; postazione di lavoro presso la sede del committente.

Con la proposta di modifica, si passa a otto mesi a all’80% del reddito totale annuo. Con queste nuove regole il popolo delle partite Iva + più tutelato. Per quanto riguarda i numeri basta pensare che nel 2011 ne sono state aperte 535mila, di cui il 48% da parte di under 35, mentre a marzo ne sono state aperte 62mila (+12,4% su base mensile).

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il