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Dipendenti pubblici: permessi, efficienza e stipendi troppo alti. Critiche Corte dei Conti

Troppo alti gli stipendi dei dipendenti pubblici e troppo bassa l’efficienza dei servizi che garantiscono



Ogni italiano arriva a spendere fino a 2.849 euro per gli stipendi dei dipendenti pubblici, superando di gran lunga gli alti Paesi europei come Germania (2.830 euro). Grecia (2.436).

Ma ciò che colpisce maggiormente non è tanto il costo sostenuto dagli italiani quanto il livello di efficienza, talvolta decisamente basso, garantito da questa categoria di lavoratori nello svolgimento delle loro mansioni. a confermare questa situazione un rapporto della Corte dei conti, secondo cui ‘In un contesto caratterizzato dalla perdita di competitività del sistema Italia preoccupanti segnali riguardano la produttività del settore pubblico’.

Il rapporto contiene un grafico che mostra come proprio la produttività, cresciuta nel 2010 di oltre il 2%, sia tornata lo scorso anno a zero, ricominciando nel 2012 perfino a scendere, mentre il costo del lavoro per unità di prodotto riprende a salire. Colpa, sempre secondo la Corte dei Conti, dell’assenza della meritocrazia.

Il rapporto spiega che il ‘blocco della contrattazione deciso nel 2010 per tamponare le spese ha comportato il rinvio delle norme più significative in materia di valutazione del merito individuale e dell'impegno dei dipendenti contenute nel decreto legislativo n. 150 del 2009, impedendo anche l'avvio del nuovo modello di relazioni sindacali delineato nell'intesa del 30 aprile 2009 maggiormente orientato a una effettiva correlazione tra l'erogazione di trattamenti accessori e il recupero di efficienza delle amministrazioni’.

Senza considerare i costi di Palazzo Chigi: basti pensare che alla presidenza del Consiglio dei ministri, nel 2010, si spendevano per gli stipendi al personale 198 milioni e 700 mila euro: l'11,2% in più in un solo anno. Depurando la cifra degli arretrati, si arriva addirittura al 15,5%, con punte astronomiche del 35,5% e del 57% rispettivamente per i dirigenti di prima e seconda fascia a tempo determinato. Si tratta di cifre che hanno decisamente dell’assurdo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il