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Pensioni a 67 anni: modifiche a riforma Monti e Fornero richiesta da Inac

Nuova proposta Inac su riforma pensioni: cosa prevede



La riforma delle pensioni, tanto discussa, del governo Monti, preoccupa a fa temere non solo gli esodati di oggi, in attesa di misure ad hoc per la loro posizione, non solo i pensionati prossimi a terminare il loro rapporto di vita lavorativa, ma anche i giovani, perché la prospettiva di andare in pensione a 67 anni oggi e 70 in futuro non piace proprio a nessuno.

E’ come se si dovesse trascorre un’intera vita a lavorare, senza considerare, nonostante si parli di allungamento dell’aspettativa di vita, i benefici che una volta anziani si possono ricevere ritirandosi dal lavoro e dedicandosi a sé stessi e alla famiglia, dopo aver già lavorato per anni.

Le prospettive di oggi sembrano invece essere del tutto catastrofiche, pronte a vederci fino a quando non ce la faremo più a lavoro. Senza considerare inoltre che la maggior parte dei giovani di oggi, se non proprio tutti, probabilmente non arriverà mai a percepire una pensione.

Questo è il quadro che emerge dal patronato Inac, l'Istituto nazionale assistenza cittadini promosso dalla Cia. Dai dati emerge, inoltre, che più del 75% dei lavoratori italiani under 35 vede la pensione come un traguardo irraggiungibile, mentre il 5% dichiara di non pensarci affatto, meno del 20% dei giovani conosce strumenti di previdenza complementare, mentre oltre il 50% dei lavoratori di 60 anni si dichiara stanco e preoccupato per il proprio loro futuro.

L'Inac intanto pensa ad una proposta da avanzare e cioè l'introduzione di un contratto part time obbligatorio per i lavoratori attivi al compimento dei 65 anni di età, a cui dovrà essere affiancato un giovane (under 35), sempre part time, che inizierà così il suo percorso nel mondo del lavoro.

In particolare la proposta prevederebbe che a decorrere dal 65esimo anno di età del lavoratore, il datore debba obbligatoriamente trasformare il rapporto di lavoro in part-time al 50% e, senza soluzione di continuità, attivando la fruizione del 50% della pensione maturata.

 Contestualmente alla trasformazione del rapporto di lavoro in part-time, deve avviare l'assunzione e l'affiancamento al lavoratore anziano di un giovane lavoratore a part-time, che potrà in tal modo entrare nel mondo del lavoro ed acquisire l'esperienza del lavoratore in uscita.

Solo con il pensionamento del lavoratore anziano, per il giovane arriverà un contratto full-time.  Secondo l’Inac si tratta di una proposta non particolarmente onerosa per il bilancio pubblico ma importante per garantire all'anziano lavoratore un approdo morbido verso la pensione dando, dall’altra parte, una possibilità concreta a molti giovani di inserirsi nel mondo del lavoro, sempre di più difficile accesso.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il