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Imu 2012: ricorsi possibili. Problemi su pagamenti, acconti e regole

Problemi pagamenti Imu e ricorsi pronti ad arrivare



Tutto è pronto per effettuare il primo pagamento Imu, che è previsto con l’acconto del 18 giugno, dopo di che i contribuenti italiani potranno scegliere se effettuare i pagamenti della nuova tassa sulla casa in due rate, cioè quella di giugno, e il saldo di dicembre che nel suo calcolo considererà anche le variazioni delle aliquote, ritoccate all’insù, stabilite dai diversi Comuni di Italia; o in tre rate, che prevedono il pagamento del 33% della somma dovuta entro il 18 giugno 2012, il 33% entro il 17 settembre 2012 e il saldo con l'eventuale conguaglio si dovrà versare entro il 17 dicembre 2012.

La rateizzazione vale però solo per i possessori di prima casa e rappresenta un’opzione per agevolare i proprietari di casa, che, nel caso non avessero problemi di pagamenti, potrebbero comunque versare l’Imu in due rate. Decidere, dunque, di pagare in due o tre rate sarà a discrezione del contribuente, ma sarà un’opzione valida solo per questo 2012.

Dal 2013, infatti, il calendario tornerà a essere scandito nelle consuete due date di giugno e dicembre. Come bisognerà pagare? L'agenzia delle Entrate, con la risoluzione 35/E del 12 aprile 2012, ha reso noti i codici tributo per il modello F24 che dovrà essere utilizzato per pagare la nuova impsta sulla casa.

Ma in un primo momento potrà essere anche tramite bollettino postale. Ma tanti sono ancora i dubbi che aleggiano intorno all’Imu. E c’è chi ritiene addirittura che l’imposizione di questa tassa sia incostituzionale, come il consigliere regionale, Gian Luca Lazzeri, secondo cui, “L'aver disposto questa nuova tassa attraverso un decreto legge, seppur convertito poi in legge, potrebbe risultare incostituzionale.

Secondo Lazzeri, “L'articolo 23 della Costituzione italiana afferma che nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge. Secondo l'interpretazione data dallo stesso legislatore è da escludere l'utilizzazione dei decreti legge per istituire nuovi tributi o per prevedere l’applicazione di quelli già esistenti a nuove categorie di soggetti. Questo è sancito anche e soprattutto dall'articolo 4 dello Statuto dei diritti del contribuente che asserisce che non si può disporre con decreto legge l'istituzione di nuovi tributi né prevedere l'applicazione di tributi esistenti ad altre categorie di soggetti”.

Inoltre, secondo alcune interpretazioni, l'Imu violerebbe il comma 1 dell'articolo 53 della Costituzione italiana che recita ‘Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva’.

E fra chi dichiara la sua incostituzionalità, chi invita a non pagare l’Imu, e banche e commercialisti pronti ad affrontare il caso del momento pagamenti, sembrano già profilarsi all’orizzonte una valanga di ricorsi in arrivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il