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Spread Btp-Bund più basso rispetto crisi Novembre. Spagna è nel Mirino

Altalenante lo spread: situazione in Spagna negativa. Ma ci sono gli ottimisti



La giornata di oggi sui mercati finanziari si è riaperta all’insegna dell’incertezza: nelle prime contrattazioni, lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi sale a 450 punti, il rendimento è al 5,97%, sulla piattaforma Reuters, mentre sulla piattaforma Bloomberg, che si basa su un benchmark differente, lo spread è a 435 punti. Il differenziale calcolato sui Bonos spagnoli è a 484 punti e il tasso del decennale è al 6,31%.

Eppure nonostante questi rialzi dello spread, non si è ancora arrivati ai livelli critici raggiunti negli scorsi mesi invernali, quando lo spread superava abbondantemente i 500 punti. Partenza in leggero rialzo per le Borse europee, solo a Londra l'indice Ftse 100 perde lo 0,2%. A Milano il Ftse mib sale dello 0,23% a 13.316 punti, a Francoforte il Dax cresce dello 0,4% e a Parigi il Cac 40 avanza dello 0,2%.

Nel mirino c’è ora la Spagna: ieri lo spread tra i bonos spagnoli a 10 anni e il Bund tedesco, che già due giorni fa si era stabilizzata in chiusura a quota 485 punti, ha toccato i 507 punti, cioè il massimo storico dall'introduzione dell'euro, ed è crollata la Borsa di Madrid.

La situazione non si preannuncia per nulla rosea. Lo stesso presidente del governo Mariano Rajoy ha riconosciuto che la situazione è assai complessa e che se lo spread si dovesse mantenere in un'area prossima ai 500 punti, per la Spagna sarebbe insostenibile finanziarsi con un interesse intorno al 6,5%.

Tuttavia il ministro dell'Economia Luis de Guindos ha assicurato che nonostante tutto la Spagna terrà fede agli impegni presi con l'Europa e ridurrà il rapporto deficit-Pil al 5,3% nel 2012 e nel 2013 l'ambizioso obiettivo è di arrivare al 3%. Meno ottimista per la situazione spagnola la Commissione Europea.

Diversi invece gli apprezzamenti da parte del Fondo Monetario Internazionale nei confronti dell’Italia, secondo cui il Paese avrebbe fatto ‘enormi progressi sul consolidamento fiscale, che permetteranno il prossimo anno all'Italia di avere il prossimo anno il più alto avanzo primario in Europa’.

Il direttore del dipartimento europeo Fmi, Reza Moghadam, ha parlato di ‘risultati impressionanti’ ed ha sottolineato la necessità di “continuare a spostare la composizione dell'aggiustamento verso i tagli alla spesa, che assicurerebbero risparmi definitivi e permetterebbero di tagliare il peso delle tasse sul lavoro”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il