BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Unico 2012: le perdite per fatture non pagate sono difficilmente deducibili

Perdite e crediti in Unico 2012: come fare



Si avvicina il momento della presentazione del modello Unico 2012, riservato ai titolari di redditi d’impresa, anche se derivanti da partecipazione; ai titolari di partita Iva che hanno un reddito di lavoro autonomo; a chi detiene un reddito derivante da cessione totale o parziale di imprese, affitto di aziende, concessione in usufrutto; ai contribuenti che sono tenuti a presentare una tra le dichiarazioni Iva, Irap, sostituti d’imposta modelli 770 ordinario e semplificato. Per la compilazione del modello Unico 2012 non mancano le novità, tra queste la deduzione delle perdite su crediti.

Con il modello Unico 2012, il mancato rispetto degli adempimenti comunicativi previsti per le minusvalenze sarà punito con una sanzione del 10% degli importi dedotti.

Innanzitutto chiariamo che le minusvalenze sono crediti di imposta che spettano a chi registra delle perdite. Se si guadagna si subisce un prelievo d'imposta, se si perde si ha un credito che resta a disposizione per compensare future plusvalenze fino alla fine del quarto anno successivo. Vale per le azioni ma anche per altri strumenti finanziari.

Il sistema di tassazione delle società di capitali prevede l'indeducibilità assoluta delle minusvalenze realizzate su partecipazioni dotate dei requisiti Pex. Chi cede azioni o quote in società che rientrano in questo regime, come società operative residenti in Italia o in paesi extra black list, che siano state possedute per almeno 12 mesi interi e iscritte come immobilizzazioni nel primo bilancio dopo l'acquisto, non potrà mai recuperare fiscalmente il costo sostenuto; l'indeducibilità delle minusvalenze su partecipazioni Pex si applica, infatti, anche nel caso di liquidazione o fallimento della partecipata.

Se, invece, la partecipazione ceduta non possiede nessuno di questi requisiti, allora le minusvalenze saranno interamente deducibili ai fini Ires. L’Agenzia delle Entrate potrebbe però ora ribadire la deducibilità (ammessa solo da remote risoluzioni) delle rinunce a crediti di ammontare non rilevante, stabilendo anche criteri chiari e semplici per la quantificazione della soglia, e, inoltre, potrebbe permettere, in presenza di crediti verso debitori falliti o in concordato, che la deduzione della perdita possa effettuarsi anche in anni successivi all'apertura della procedura, evitando contenziosi

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il