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Pensioni: calcolo con nuovi coefficienti riforma Fornero-Monti. Assegni più bassi

Nuovi coefficienti e pensioni più basse: come calcolarle



I nuovi coefficienti di trasformazione del montante contributivo in rendita pensionistica, parametri che determinano l'equivalenza attuariale tra versamenti contributivi e la futura pensione, contenuti nel decreto ministeriale potrebbero alleggerire fino al 3% le pensioni erogate tra il 2013 e il 2015, nonostante l’estensione fino a 70 anni (rispetto ai 65 anni di oggi) del calcolo dei coefficienti previsti dalla riforma Fornero garantisca la massima equità attuariale.

Ciò significa che chi lavorerà più a lungo otterrà una pensione più corposa, per il resto, bisognerà aspettare i nuovi numeri dei coefficienti in vigore dal 2013, che saranno utili per poter determinare gli importi delle prime rate annue delle future pensioni.

Abolita la finestra unica, dai 65 a 70 anni, il lavoratore potrà calcolare di quanto crescerà la propria pensione, moltiplicando il montante contributivo raggiunto con il nuovo coefficiente.

I nuovi coefficienti saranno decisamente più bassi di quelli di due anni fa e saranno validi per i tre anni successivi, per cui il prossimo ricalcolo scatterà nel 2016, mentre a partire dal successivo 2019 (anno di allineamento a 67 della pensione di vecchiaia per tutti) i successivi aggiornamenti avranno una cadenza biennale.

A pesare sulle pensioni future sarà il meccanismo di valorizzazione dei montanti contributivi, che alla fine di ogni anno farà scattare una rivalutazione basata sulla variazione del pil nominale (calcolato come media dei 5 anni precedenti la rivalutazione).

Per un 65enne si passa dal 5,620% del 2010 al 5,435% del 2013, con un calo del 3,29%, e le variazioni sono tutte negative con oscillazioni comprese tra il 2 e il 3% tra i coefficienti vecchi e quelli nuovi per le età comprese tra i 57 e i 65 anni, mentre la variazione comincia a essere positiva (coefficienti più elevati) dai 66 anni, per arrivare a un aumento, rispetto al 2010, del 16,38% a 70 anni.

Incentivando a rimanere in azienda anche dopo il raggiungimento dei requisiti minimi, il governo vuole cercare di stabilizzare la spesa pensionistica per i prossimi anni, caratterizzati da un progressivo invecchiamento della popolazione.


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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il