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Eurobond, tobin tax, Grecia nell'euro: Monti e le soluzioni contro crisi economica e Ue

La ricetta di Monti contro la crisi: la situazione in Italia



Il premier Mario Monti e l’Italia favorevoli all’ipotesi degli eurobond, della tobin tax e alla Grecia ancora nell’euro: “Evitare che qualche Paese esca dall'euro è interesse di tutti, a cominciare dalla Germania. Se uno di questi paesi salta, è un problema per tutti. È anche interesse tedesco, bisogna spiegare che la Germania è un grande beneficiario dell'integrazione europea.

Io non voglio neanche citare questi scenari, ma se per esempio l'Italia dovesse uscire dall' euro e la lira si svalutasse, sarebbe un grosso problema per le esportazioni tedesche. Non si può far finta di niente durante una crisi come quella attuale, perché per quanti sforzi i paesi facciano , e l'Italia oggi è molto più avanti di tanti, anche della Francia, saranno sforzi vani se nasce una sfiducia nell'euro”.

Sulla situazione d’'Italia: “E’ più avanti di Spagna e Francia per quanto riguarda la ristrutturazione. Penso che usciremo presto dal tunnel anche se non saprei dire quando”. Poi ribadisce: “Credo avremo Eurobond, ma serve il sì di Berlino. Sono stati più numerosi i Paesi che si sono pronunciati a favore che quelli che si sono pronunciati contro”, mentre sul caso Grecia, il premier Monti dice: “Fino a non troppo tempo fa, attraversava un periodo trionfale, sembrava che stesse superando l'Italia.

Dietro, però, c'era un sistema politico che vendeva illusioni ai cittadini, una società civile basata sull'evasione fiscale, mancanza di concorrenza, nepotismo, mancanza di meritocrazia, corruzione e falsificazione dei conti pubblici”. Monti si dice inoltre anche favorevole alla cosiddetta Tobin Tax, tassa sulle transazioni finanziarie, cui Strasburgo tra l’altro ha dato l’ok. Il Parlamento, in attesa di un accordo globale, pensa di iniziare con una tassa molto bassa, dello 0,02% da applicare a tutte le transazioni finanziare.

Gli Stati possono però imporre una pressione superiore in particolare sulle operazioni più speculative e più destabilizzanti. Con questa soglia minima dello 0,02% in tutta la Ue si arriverebbe comunque a raccogliere circa 57 miliardi di euro all'anno, soldi che Strasburgo vuole usare per stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro» o finanziare «l'aiuto allo sviluppo e la lotta al cambiamento climatico.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il