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Pensioni: coefficienti metodo contributivo ma anche novità uscita per dipendenti pubblici

Nuovi coefficienti e novità dipendenti pubblici: cosa cambia per le pensioni



Via libera ai nuovi coefficienti di trasformazione delle future pensioni, in vigore a partire dal primo gennaio 2013, nuovi coefficienti che dovrebbero portare gli assegni pensionistici dal 2013 al 2015 a calare del -3%.

Il coefficiente di conversione è un parametro attraverso cui si calcola l’importo della pensione lorda annuale partendo dal montante dei contributi e riguarda chi va in pensione con il metodo contributivo o misto.

I nuovi coefficienti considerano, oltre all’età del lavoratore nel momento in cui va in pensione, l’evoluzione della vita media ed entrano in vigore nel 2013, quando scatterà un aumento di tre mesi dell’aspettativa di vita.

Un’altra novità che scatterà con i nuovi coefficienti in arrivo, combinati con gli effetti della riforma delle pensioni di fine 2011, è che l’assegno sarà più alto per chi resta al lavoro fino a 70 anni.

 Con un comunicato, l'Inps ha inoltre ribadito che, quando possibile, i lavoratori del pubblico impiego devono essere pensionati prima dei 70 anni e ha precisato che il datore di lavoro pubblico è tenuto a risolvere il rapporto di lavoro con il dipendente qualora questi abbia raggiunto i limiti di età previsti dall'ordinamento di appartenenza e sia in possesso del requisito contributivo per il diritto al trattamento pensionistico anticipato, anche se conseguito dopo il 31 dicembre 2011. 

Anche le lavoratrici pubbliche, che fino allo scorso anno potevano accedere alla pensione di vecchiaia (nate entro il 1950 e quindi con 61 anni entro il 2011) in presenza del requisito minimo contributivo, non sono soggette ai nuovi requisiti. Tali lavoratori, anche se ancora in servizio, non possono essere soggetti, neppure su opzione, ai nuovi requisiti di età e di anzianità contributiva stabiliti dalla riforma Fornero.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il