BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Imu: domande e risposte per calcolo e detrazioni casi più difficili

I casi più dubbiosi per il pagamento Imu: quali sono e risposte



E’ fissata per il 18 giugno la prima data delle tre scadenze utili al pagamento Imu, la nuova tassa sulla casa destinata a chi possiede immobili, che siano abitazione principale e pertinenze, sul territorio italiano.

I soggetti obbligati al pagamento sono il proprietario o il titolare di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, superficie ed enfiteusi) e l’utilizzatore in leasing. Non paga, invece, il titolare della nuda proprietà. A differenza della precedente Ici, l’Imu deve essere pagata anche per la prima casa e le sue pertinenze.

Ma vi sono una serie di agevolazioni sulla prima casa, sia per quanto riguarda le aliquote che per la previsione di detrazioni destinate ai proprietari. Cambia, inoltre, la nozione di abitazione principale:  si considera abitazione principale l’immobile in cui il possessore dimora e ha la residenza anagrafica; ad essa è ammessa una sola per ciascuna categoria catastale C/2 (cantina), C/6 (autorimessa/posto auto) e C/7 (tettoia); e nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la propria dimora e residenza anagrafica in immobili diversi nello stesso Comune, la disciplina agevolativa per la prima casa si applica a un solo immobile.

L’aliquota d’imposta applicabile all’abitazione principale è fissata allo 0,4%, con possibilità per i comuni di aumentarla o diminuirla di 0,2 punti percentuali: l’aliquota effettiva potrà così variare tra lo 0,2% e lo 0,6%.

Prevista una detrazione d’imposta di 200 euro annui per la prima casa, e un’ulteriore detrazione, solo per il biennio 2012-2013, di 50 euro per ogni figlio convivente di età inferiore a 26 anni, fino a un massimo di otto figli. In caso di abitazione cointestata, la detrazione deve essere divisa tra i contitolari proporzionalmente alle loro quote.

Tra le domande più frequenti tra chi dovrà pagare l’Imu c’è quella che prende in considerazione il caso di due coniugi che risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente in due immobili diversi situati nello stesso comune, in questo caso le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.

Se, invece, due coniugi risiedono in due immobili diversi situati in diversi comuni, possono usufruire entrambi dell’aliquota ridotta e della detrazione prevista per l’abitazione principale.

Per quanto riguarda la maggiorazione per i figli, essa spetterà al coniuge per l’immobile in cui i figli dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Nel caso in cui, invece, un soggetto risiede anagraficamente in un immobile di sua proprietà ma dimora abitualmente, per motivi di lavoro, in un immobile di cui non è proprietario situato in un comune diverso, per il pagamento dell’Imu le agevolazioni per l’abitazione principale possono essere usufruite soltanto dal soggetto proprietario che vi dimora abitualmente e vi risiede anagraficamente. Pertanto, il contribuente sarà tenuto a pagare l’Imu senza usufruire delle agevolazioni.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il