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Pensioni metodo contributivo: come avere assegno più alto con ribassi Decreto Monti-Fornero

In pensione più tardi per assegni più alti



L’estensione del nuovo metodo contributivo per tutti ha scatenato il timore di ricevere assegni pensionistici più basse, che tali dovrebbero essere secondo le stime, se ci si ritira prima dal lavoro, mentre per chi lavora di più saranno più corposi. 

Lavorare più a lungo, infatti, frutterà assegni pensionistici più alti ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che approva la revisione triennale dei coefficienti di trasformazione dei contributi previdenziale con la novità dell’estensione fino a 70 anni, come previsto dalla riforma Fornero-Monti.

I coefficienti di trasformazione dei contributi sono l’elemento cardine del sistema pensionistico costruito con l’ultima riforma, che prevede l’estensione del regime contributivo a tutti i lavoratori a a partire dalle anzianità contributive maturate dal primo gennaio 2012.

I nuovi coefficienti che verranno utilizzati per il calcolo delle pensioni di chi andrà a riposo a partire dal prossimo anno prevedono, ogni 1.000 euro di contributi versati, una pensione pari a 43,04 euro nel caso che l’entrata in pensione avvenga a 57 anni; a 46,61 euro, se si va in pensione a 60 anni; a 54,35 euro, se si va in pensione a 65 anni e a 65,41 euro, se si entra in pensione a 70 anni.

Secondo il nuovo sistema pensionistico, il lavoratore accantona annualmente parte dei propri guadagni (con aliquote diverse a seconda dell’inquadramento della propria attività, ossia il 21% per i lavoratori autonomi, il 37% per i collaboratori e il 33% per i dipendenti) e i contributi complessivamente versati costituiscono il montante contributivo cui, al momento del pensionamento, si applica il coefficiente di trasformazione (ossia di conversione), ottenendo l'importo annuo di pensione spettante.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il