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Esodati: pensione per 65mila con Decreto Fornero. Chi sono, requisiti e condizioni

In pensione con le vecchie regole: chi potrà andarci



Mentre il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha assicurato un decreto ad hoc per gli esodati che dovrebbe arrivare entro fine mese ma solo per una platea iniziale di 65mila persone, arrivano numeri e categorie di coloro che potranno andare in pensione con le vecchie regole e che sono 25.590 persone, mentre per la mobilità lunga i beneficiari dovrebbero essere 3.460 e per i fondi di solidarietà (a partire da quello del credito) 17.710, mentre i prosecutori volontari previsti sono 10.250.

I lavoratori esonerati dal servizio che potranno andare in pensione con le vecchie regole sono 950, 150 i genitori in congedo per assistere figli disabili che saranno salvaguardati, mentre per accordi di incentivo all'esodo saranno salvaguardate 6.890 persone.

Il decreto include tra i salvaguardati sia coloro che avevano la titolarità dell'assegno al 4 dicembre 2011 sia coloro che a tale data avevano ottenuto il diritto all'ingresso nei fondi. Per questi ultimi l'assegno tuttavia sarà a carico dei fondi di solidarietà di settore sino all'età di 62 anni.

Per quanto riguarda i lavoratori in mobilità, non basta aver fatto un accordo entro il 4 dicembre, bisogna essere anche fuori dall'azienda. Potranno andare in pensione con le vecchie regole i lavoratori che entro il 4 dicembre 2011 erano già in mobilità e che raggiungono i requisiti entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità (36 mesi per i lavoratori ultracinquantenni ma 48 per gli over 50 del Sud).

I lavoratori che entro il 31 dicembre abbiano fatto accordi individuali o collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative (e comunque senza la mobilità) che abbiano lasciato il lavoro entro la fine del 2011 dovranno maturare il diritto alla decorrenza della pensione, secondo la vecchia disciplina, entro il 6 dicembre 2013 per vedere confermata la vecchia disciplina pensionistica.

Inoltre dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro non deve esserci stata alcuna successiva rioccupazione.

Secondo il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, “Il problema degli esodati va assolutamente risolto, noi stiamo facendo incontri e preparando una proposta di legge perché c'è un buco nella riforma. La questione non può essere liquidata dicendo che arriviamo fin qui perché le risorse sono queste, non è accettabile anche se dovesse rimanere fuori un solo lavoratore. Per noi è un elemento insuperabile e in qualche modo bisogna risolverlo”.

 
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il