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Spread Btp-Bund in rialzo e euro in ribasso: Spagna, Bce e Germania cruciali per crisi

Crisi eurozona: il ruolo di Governi e Bce



Continua a generare non pochi timori l’andamento dell’eurozona e, secondo il Wall Street Journal, le aziende si preparano al peggio: l'impatto di un'uscita della Grecia dall'area euro non è prevedibile e le multinazionali preparano i piani di emergenza.

L’autorevole Wall Street Journal sottolinea anche che fra le iniziative in atto c’è quella di recuperare i propri soldi. Il timore è che se la Grecia uscisse e tornasse alla sua vecchi valuta, tutti gli euro in circolazione sarebbero convertiti in dracme e, se questo accadesse, la Grecia si troverebbe a dover imporre dei controlli ai flussi di capitale per mantenere fondi nel paese.

Intanto oggi si registra un avvio positivo per Piazza Affari: il primo indice Ftse Mib segna una crescita dello 0,30% a 12.913 punti, l'Ftse It All-Share un aumento dello 0,26% a quota 13.870, mentre resta stabile lo spread fra Btp e Bund nei primi scambi sui mercati finanziari europei.

Il differenziale è a 466,3 punti, sui livelli della chiusura di ieri, mentre quello dei Bonos spagnolo resta a 531 punti. Il rendimento dei Btp è al 5,868%, quello dei titoli spagnoli al 6,517%.

Cruciale nella risoluzione di diversi punti che potrebbero far tornare un po’ di sereno sull’Eurozona, la posizione della Germania, che dovrebbe accettare gli eurobond e percorrere la strada di una minore austerità e più politica di crescita, e la situazione della Spagna.

Il destino della Spagna è, infatti, agganciato a quello dell'euro. Secondo Vincenzo Longo, Strategist di Ig Markets Italia, “Se la Spagna non dovesse riuscire a gestire la crisi con le proprie forze, e quindi se i problemi lanciati da Bankia colpiscono anche gli istituti maggiori, ci aspettiamo che il cross potrebbe tornare a testare nel medio termine, entro settembre, anche l'1,12-1,11, ovvero i minimi dell'agosto 2003”.

Il dibattito sull’andamento dell’eurozona passa anche dalla Bce, che ha esortato i governi dell'unione monetaria ad affrontare la crisi debitoria perseguendo un'integrazione politica che comporti una necessaria cessione di sovranità.

Il presidente della Bce Mario Draghi ha messo l'accento sulla necessità di centralizzare la vigilanza creditizia, tassello indispensabile di una nuova unione bancaria. Draghi ha parlato di un’eventuale unione bancaria che secondo lui dovrebbe richiedere garanzie europee sui depositi bancari; un fondo europeo di risoluzione delle crisi; e una accresciuta centralizzazione della sorveglianza bancaria, ormai divenuta essenziale.

L'idea di una unione bancaria è tornata d'attualità dopo che nelle ultime settimane sono emersi i segnali di un rischio di contagio e di fughe di capitale, ad Atene ma anche a Madrid.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il