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Conti correnti 2012: tassi di interesse più alti se si va in rosso. Costi aumentati

Aumentano i costi bancari: i motivi



Mentre si aspetta l’entrata in vigore dei nuovi conti base destinati a fasce di popolazione meno abbienti, salgono vertiginosamente i tassi per chi va in rosso col proprio conto corrente e salgono i costi per effettuare bonifici.

Una situazione per niente promettente per quanti (ed ora sembrano essere in molti) stanno vivendo un periodo di particolare difficoltà economica dovuta a questa crisi che non sta risparmiando nessuno.

I clienti privati sono ormai fondamentali per fornire, attraverso i depositi, il denaro liquido di cui gli istituti di credito hanno bisogno e secondo Rita Romeo, analista di Prometeia, sarà ancora un brutto anno per le banche e la raccolta di liquidità è il problema principale.

Le banche riescono a guadagnare liquidità dai tassi dei prestiti e alzando i tassi di scoperto e sulle commissioni, ecco perché questi costi salgono. Un’analisi di Corriereconomia ha evidenziate le variazioni dei costi in un anno fra i conti correnti per famiglie delle sei maggiori banche (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi, Bpm, Bnl, vedi tabella). La maggiore novità emersa riguarda la forbice dei tassi che si è ancora allargata.

Per andare in rosso senza fido si paga in media un tasso del 17,36%, quasi tre punti in più rispetto al 14,6% di 12 mesi fa e tutte le banche monitorate hanno alzato questa voce, tranne Intesa Sanpaolo. Il rendimento delle giacenze, però, è rimasto in sostanza uguale: 0,05%, contro lo 0,04% dell’anno scorso (la variazione è dovuta al caso Bpm, unica ad avere alzato il tasso attivo dallo 0,2% allo 0,3%), ciò significa che, per aver un euro di rendimento tolto il bollo, bisogna lasciare depositati sul conto 70 mila euro.

Fa eccezione il Conto Bancoposta Più, che offre quest’anno il 4% a giacenze oltre i 3 mila euro. Per quanto riguarda le commissioni, dall’analisi emerge una sostanziale stabilità del quadro, tranne due eccezioni: il prelievo di contanti allo sportello, per cui non c’è alcun costo, e i bonifici, per cui al contrario sono decisamente rincarate le commissioni: per un bonifico con addebito in conto, se è su altra banca, bisognerà pagare infatti 4,4 euro (+1,85%).

Cresce poi anche il costo per l’acquisto titoli: per avere mille euro di azioni si devono ora spendere, in media, 19,26 euro, contro i 18,68 del 2011; più alta anche la commissione utenze, che supera ormai 4 euro, basti pensare per esempio che per pagare le bollette allo sportello, per cassa, ormai si pagano 4,06 euro (+6,56%), mentre addebitare la bolletta in conto, costa circa 2,07 euro (-10,8%).
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il