Lettere Fisco 2012 per controlli dichiarazione redditi, spese e studi di settore: cosa fare

Le lettere del Fisco anti evasione: cosa fare



Sono diverse le lettere che l’Agenzia delle Entrate sta inviando a migliaia di contribuenti per verificarne spese, congruità con gli studi di settore e dichiarazione dei redditi, il tutto seguendo la nuova filosofia del governo Monti fortemente schierata sul controllo contro l’evasione fiscale.

Con le lettere di accertamento, l’Agenzia chiede conto di spese considerate incongrue rispetto ai redditi dichiarati e si tratta di un preavviso di accertamento che non necessita di risposta da parte del contribuente ed è sanabile a posteriori con il ravvedimento operoso.

Il contribuente da parte sua potrà fornire chiarimenti all'ufficio in relazione alla richiesta di documenti. Per esempio può far rilevare che le spese sanitarie oggetto della lettera sono state sostenute interamente dal contribuente (per figli o altri familiari a carico).

Nel caso di mancato invio della documentazione richiesta, l'ufficio procederà alla rettifica della dichiarazione presentata, comunicando l'esito del controllo formale con la richiesta delle somme dovute per imposte, sanzioni (pari al 30% della maggiore imposta) e interessi.

Le somme che, a seguito dei controlli formali, risultano dovute, possono essere pagate entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, con il modello F24. In questo caso l'ammontare delle sanzioni dovute è ridotto ai due terzi: di norma, la sanzione del 30% si riduce al 20%, e gli interessi del 3,5% annuo sono dovuti fino all'ultimo giorno del mese antecedente a quello dell'elaborazione della comunicazione, il cosiddetto avviso bonario.

Lo scopo delle comunicazioni che vengono inviate in questo periodo ai contribuenti è quello di monitorare le spese che sono state sostenute con il reddito dichiarato dal contribuente e soprattutto con il reddito che lo stesso andrà a dichiarare per il 2011 (Unico o 730 del 2012).

Il problema, però, è che molte delle spese indicate nella comunicazione (ad esempio, quelle sostenute per l'acquisto di un immobile) non possono essere confrontate con il reddito di un singolo anno perchè queste spese possono essere sostenute soltanto con il reddito di più periodi.

Se vi sono differenze tra le spese sostenute e il reddito dichiarato, il contribuente può essere chiamato a fornire chiarimenti agli uffici dell'amministrazione finanziaria. Se questi ultimi non saranno ritenuti soddisfacenti, l'ufficio è obbligato ad attivare la procedura di accertamento con adesione.

Di fronte ai costi superiori almeno del 20% al reddito dichiarato sostenuti per l'acquisto di beni che indicano un apprezzabile tenore di vita (polizze assicurative, opere d'arte, viaggi all'estero, l'iscrizione a circoli esclusivi, l'acquisto di auto o moto di medio/alta cilindrata) scatta l'allarme del Fisco.

Il contribuente dovrà allora fornire prova di averli affrontati disponendo legittimamente di risorse aggiuntive (i risparmi familiari, un finanziamento, la vendita di altri cespiti, eccetera) e per non subire sanzioni bisognerà conservare e presentare i documenti relativi alle spese effettuate. Per quanto riguarda poi eventuali anomalie segnalate per gli studi di settore, il contribuente potrebbe anche ricorrere al ravvedimento operoso, in relazione alle violazioni commesse in Unico 2011 (periodo d'imposta 2010).

In questo caso la sanzione di riferimento per le irregolarità sul modello va da 258 a 2.065 euro. Altra possibilità per il contribuente è quella semplicemente di considerare le segnalazioni effettuate dall'amministrazione finanziaria senza fare nulla in relazione alla precedente dichiarazione o scegliere di correggere eventuali anomalie per la dichiarazione dei redditi 2012.

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di Marianna Quatraro pubblicato il