Più energie alternative in Italia

Cala il consumo di petrolio



Il ruolo predominante dei prodotti petroliferi si sta riducendo (da oltre il 56% nel 1990 si passa al 44,7% nel 2004) a favore dell'incremento del gas naturale, delle fonti rinnovabili e del carbone. Lo rende noto l'Apat nell'ultima versione dell'Annuario dei Dati Ambientali 2005-2006 le cui anticipazioni sono state fornite in occasione della 10/a Conferenza nazionale delle Agenzie ambientali in corso in Abruzzo e Molise fino al 9 marzo e inaugurata dal ministro dell' Ambiente, Altero Matteoli.

"Privilegiare il gas le rinnovabili e il carbone pulito - ha detto il ministro - è stata la scelta che l'Italia ha fatto sul fronte energetico per differenziare le fonti di approvigionamento e imboccare un cammino energetico più pulito". In particolare, nel rapporto l'Apat rileva che la produzione lorda di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia è aumentata del 22%, tra il 1991 e il 2004. Evidente, secondo l'Apat, l'incremento della produzione di elettricità dal vento (da 117,8 a 1.846,5 GWh nel periodo 1997-2004), e dalle biomasse/rifiuti (da 820,3 a 5.637,2 GWh). Per quanto riguarda il trend, la quota di mercato del gas naturale rispetto ai consumi totali di energia è cresciuta dal 23,9% del 1990 al 33,8% del 2004, quella dei prodotti petroliferi e' scesa dal 56,6% al 44,7% mentre l'elettricità primaria (importazioni più produzione da fonti rinnovabili) e' aumentata dal 9,8% al 10,7%.

La quota dei combustibili fossili, secondo l'Apat, scesa dal 9,7% del '90 al 7,2% del '93 e passata poi al 7,4% nel '96, ha quindi fatto registrare un aumento fino a raggiungere il 10,8% nel 2004. Nel 2003, i processi energetici hanno contribuito per l'83,7% alle emissioni complessive di gas serra, in particolare per il 94,2% alle emissioni di anidride carbonica (CO2), per il 19,6% a quelle di metano (CH4), per il 25,6% a quelle di protossido di azoto (N2O). La crescita delle emissioni di gas serra da processi energetici nel periodo 1990-2003 (+14,0%) ha segnato un aumento molto elevato per i trasporti (+24,8%), leggermente piu' contenuto per le industrie energetiche (+16,5%), piu' limitato per il settore residenziale e i servizi.

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Fonte: pubblicato il