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Decreto sviluppo 2012: ristrutturazioni 50%, detrazioni e compensazioni rimandate

Stop alle misure del dl Sviluppo: i motivi



Via libera al Piano nazionale per la famiglia e anche a quattro decreti legislativi che recepiscono le norme comunitarie su obblighi in materia di relazioni e documentazione in caso di fusione e scissioni, condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di Paesi terzi che vogliono svolgere lavori altamente qualificati, mentre resta fuori dal menù del consiglio dei ministri il decreto sviluppo.

Il programma prevedeva il riordino degli incentivi, minibond, agevolazioni edilizie e credito d'imposta in ricerca. Tra le innovazioni più interessanti del pacchetto sviluppo, i minibond e lo sblocca-centrali: i primi sono obbligazioni e cambiali che le imprese non quotate, medie e piccole, possono emettere per finanziarsi, ma in presenza di alcuni requisiti come l’assistenza di uno sponsor, la certificazione dell’ultimo bilancio e la circolazione dei titoli tra investitori qualificati.

Tra le altre misure previste l’aumento dal 30 al 40% del credito d’imposta sugli investimenti in ricerca; scompare anche la soglia minima, mentre scende da 600mila a 300mila il tetto massimo del possibile beneficio. Si tratta di un incentivo per le piccole e medie imprese.

Lo stop al pacchetto sviluppo ha portato ad uno scontro tra il premier Monti e il ministro Corrado Passera, ma il decreto Sviluppo è stato rimandato per assenza di risorse per finanziarlo. Si attendono ora ulteriori convocazioni.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il