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Esodati: soluzione per tutti. Camusso rilancia richiesta nuovo decreto Fornero

Camusso: “Il problema degli esodati va risolto per tutti”. Chiesto nuovo decreto



Continua a suscitare polemiche e scontri tra governo e sindacati la questione esodati e la ‘soluzione’ proposta dal ministro del Lavoro Fornero, volta a salvaguardare una platea di ‘soli’ 65mila lavoratori. Nulla di più sbagliato e iniquo, secondo i sindacati che rilanciano e chiedono un nuovo decreto che salvaguardi tutti, cercando di reperire le risorse necessarie.

“Il problema degli esodati va risolto per tutti” secondo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. “Va risolto compiutamente per tutti il problema di coloro che sono stati lasciati in mezzo alla strada da una riforma delle pensioni fatta senza norme di salvaguardia”.

E sulla riforma del lavoro il segretario della Cgil ha poi ribadito: “Non ci rassegniamo al fatto che il nostro Paese abbia una legge sulle pensioni che non si misura con la qualità del lavoro e le sue difficoltà. Se non ci sono le condizioni per fare una riforma ragionevole si può anche archiviare la riforma del mercato del lavoro non è mica obbligatorio fare comunque dei danni”.

Secondo l’attuale testo del decreto Fornero sugli esodati, alcune categorie di lavoratori, che comprendono genitori con figli disabili, lavoratori esonerati ed esodati, avranno 120 giorni di tempo dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale per presentare domanda di ammissione alla pensione con i requisiti precedenti a quelli previsti dalla riforma Fornero.

La domanda deve essere presentata alla direzione territoriale del lavoro relativa al luogo di residenza di chi la compila. Chi ha siglato accordi individuali o collettivi dovrà presentare l'istanza alla sede competente del luogo in cui è stato firmato l'accordo. Le domande verranno valutate da commissioni di esperti prima di essere trasmesse all'Inps.

In caso di rigetto della domanda, si potrà richiederne il riesame entro 30 giorni. Intanto, la Commissione Tributaria Regionale dell’Aquila ha riconosciuto la tassazione agevolata sulle somme ricevute dai lavoratori come incentivo all’esodo.

Il provvedimento riguarda, in particolare, i lavoratori di sesso maschile e di età compresa tra i 50 e i 55 anni, che tra il 2000 e il 2005 hanno aderito alla risoluzione anticipata del rapporto di lavoro. Sono stati circa 60 i lavoratori che all’Aquila si sono rivolti alla Fim-Cisl vincendo il ricorso in appello. Secondo Paolo Sangermano, segretario generale Cisl della provincia dell’Aquila, e Gino Mattuccilli, segretario Fim-Cisl dell’Aquila, “ Questa sentenza riflette l’orientamento della Corte di Giustizia Europea che, attraverso successive sentenze, ha esteso anche agli uomini la tassazione agevolata, inizialmente riservata solo alle donne e agli uomini oltre i 55 anni di età.

Per effetto di tale sentenza ai 60 lavoratori che hanno presentato ricorso tramite la Fim-Cisl spetterà il rimborso, da parte dell’Agenzia delle entrate, del 50% delle trattenute effettuate sulle somme erogate al momento del pagamento dell’incentivo all’esodo, oltre agli interessi”.

Somme che vanno dai 3mila agli 8mila euro, secondo l’incentivo percepito. Ciò che il governo teme ora è che dopo la vittoria a L’Aquila, potrebbero arrivare ricorsi da parte di altri esodati che sono circa 350-400mila.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il