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Crisi Italia: Governo pronto a vendere beni e società pubbliche. Il piano di Monti

Crisi, Monti: “Si ad una cessione di una parte del patrimonio pubblico nazionale”



Non serve una nuova manovra, come più volte ha ribadito il premier Mario Monti, per salvare l’Italia, ma per sanare un buco di circa 2 mila miliardi di euro, che espone il nostro Paese a notevoli rischi, la strategia su cui ora il premier punta è un’altra e cioè vendere quote di patrimonio pubblico, sia mobiliare che immobiliare, a fondi speciali.

Il tutto per un valore di 571 miliardi che comprendono asset immobiliari di Stato e soprattutto di enti locali, che hanno un valore di mercato complessivo superiore ai 400 miliardi, cui aggiungere partecipazioni (come in Eni, Enel, Finmeccanica, Anas), municipalizzate, concessioni.

Questo processo di cessione dovrebbe coinvolgere una super-Sgr (Società di gestione del risparmio) o in alternativa la creazione di più fondi immobiliari a cui lo Stato vende parte dei suoi asset. Il fondo si finanzia poi collocando le quote presso investitori privati e istituzionali e gli introiti netti dell'operazione saranno destinati alla riduzione del debito pubblico.

Unico neo da considerare in questo sistema è la scarsa liquidità in circolazione. Durante la sua visita in Germania, Monti ha poi provato a dare rassicurazioni sulla salute dell'economia italiana, dicendo: “Il nostro sistema non è fragile, ha alcuni aspetti fragili come l'alto debito, ma ha alcuni aspetti ben più solidi come il sistema bancario visto che è paragonabile per solidità a quello tedesco”. E ha ribadito l’intenzione di una cessione di una quota dell'attivo del settore pubblico, sia immobiliare che mobiliare, anche del settore locale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il