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Btp, Bund e T-Bond Usa: consigli per investire. Rendimenti e possibili rischi

Italiani e la crisi: dove investire



Gli italiani sentono sempre più forte la crisi che li sta colpendo e lo si capisce sempre meglio soprattutto dagli ultimi dati emersi sul rapporto famiglie e risparmio: oggi solo il 38,7% delle famiglie riesce a mettere da parte qualcosa, contro il 47,2% di appena un anno fa, quasi la metà degli italiani (46,2%) ha iniziato a intaccare il proprio patrimonio, e il resto è rappresentato da chi spende esattamente quanto guadagna: questo quanto emerge dall’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2012, realizzata da Intesa Sanpaolo e dal Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi.

Secondo lo studio, il 24,3% degli intervistati si è messo alla ricerca di un nuovo lavoro o di una seconda fonte di entrate, e i più colpiti dalla crisi sono i ventenni, le donne, gli esercenti e gli artigiani. Inoltre, il 55% di intervistati dice di avere sfiducia nelle istituzioni per quanto riguarda la loro capacità di difendere il risparmio.

E tra gli investimenti consigliati, quali i migliori in questo momento di crisi acuta? Secondo un’analisi di CorrierEconomia, bene vanno i Btp, investimenti sicuri, se investiti in una quota di sicurezza, circa al 15%, e capaci di garantire rendimenti interessanti, perché, nonostante tutto, i titoli di Stato italiani mantengono un rapporto rischio/rendimento interessante a cui si accompagna l’ipotesi di un guadagno in conto capitale se la tempesta cessasse o quanto meno passasse, lasciando spazio ad un barlume di sereno.

Per chi sceglie di investire in Bto, meglio scegliere quelli a tre-cinque anni perché offrono molto senza impegnare per un tempo eccessivamente lungo. Tra gli investimenti consigliati ora immancabili sono i Bund tedesco, una sorta di bene rifugio ancora, perché i titoli della Germania, nonostante qualche andamento altalenante di prezzo e qualche rialzo di rendimento, sembrano ben lontani dal cedere il primato e riescono a ottenere rendimenti compresi tra il 4 e 5%. 

E poi ci sono i T-Bond Usa, ritenuti sicuri dal mercato e capaci di offrire buoni rendimenti, perché i dollari sono la principale riserva valutaria di tutte le economie del mondo e gli scambi internazionali sono denominati proprio in dollari.

Nonostante il bigliettone verde non sia più il primo della classe e nonostante i rendimenti dei T-Bond Usa siano molto bassi, gli esperti consigliano questo investimento perché soprattutto in caso di caduta della moneta unica europea, la valuta americana potrebbe essere una sorta di salvagente.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il