BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Decreto tagli spesa pubblica: sprechi, licenziamento dipendenti pubblici, abolizione province

Pronti i tagli di Bondi: cosa prevedono



L’approvazione del decreto tagli arriverà in serata, ma se non proprio questa sera, lunedì 25 giugno, comunque prima del vertice europeo previsto per i prossimi 28 e 29 giugno. Pronto intanto il piano di tagli messi appunto dal commissario Enrico Bondi, che prevedono un ‘risparmio’ di cinque miliardi quest’anno , 12 nel 2013 e 13 nel 2014.

Trenta miliardi in tre anni che servono anzitutto a scongiurare, il 30 ottobre, l’aumento di quattro punti dell’Iva. Secondo il viceministro alle Infrastrutture Mario Ciaccia, “L’imposta non aumenterà neanche di un punto. Finita l’epoca degli sprechi stiamo recuperando risorse all’interno della spesa e otterremo risparmi con la spending review".

Il menù di Bondi è fatto di tagli all’acquisto di beni e servizi nella pubblica amministrazione. C’è poi il nodo dei tagli dei ministeri e quello della stretta sul pubblico impiego.

Il pacchetto è stato reso più o meno già noto e prevede riduzione delle piante organiche del 20% per i dirigenti e del 10% per gli altri dipendenti, pensionamento obbligatorio o esonero dal servizio per chi è in esubero con almeno 40 anni di contribuzione fino al 2011, blocco del turn over.

Il cosiddetto decreto tagli dovrebbe, inoltre, prevedere l’abolizione di alcune province da attuare con tagli in base ad abitanti, estensione e Comuni compresi. Resteranno solo le Province in grado di soddisfare almeno due dei seguenti tre requisiti: superficie di almeno 3.000 chilometri quadrati, popolazione superiore a 350 mila abitanti e oltre 50 Comuni presenti nel territorio.

Dalle attuali 107 (tolte la Valle d'Aosta e le Province autonome di Trento e Bolzano) si passerebbe a 54. Ma il loro numero dovrebbe addirittura scendere a 50. Si è tuttavia stabilito di salvare i capoluoghi di Regione anche se non hanno i requisiti, come Venezia, Ancona, Trieste e Campobasso.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il