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Abolizione province: il piano del Governo Monti. Le città cancellate e salvate

Le province abolite e le salve: le novità del dl tagli



Il cosiddetto decreto tagli messo a punto dal super commissario Enrico Bondi, tra le altre misure, tra cui tagli per l’acquisto di beni e servizi nella pubblica amministrazione e per i ministeri, dovrebbe prevedere l’abolizione di alcune province da attuare con tagli in base ad abitanti, estensione e Comuni compresi. Resteranno solo le Province in grado di soddisfare almeno due dei seguenti tre requisiti: superficie di almeno 3.000 chilometri quadrati, popolazione superiore a 350 mila abitanti e oltre 50 Comuni presenti nel territorio.

Dalle attuali 107, eccezion fatta per la Valle d'Aosta e le Province autonome di Trento e Bolzano, si passerebbe a 54. Ma il loro numero dovrebbe addirittura scendere a 50.

Seguendo i criteri accenati sopra, in Toscana scomparirebbero tutte le Province tranne Firenze; stesso discorso in Liguria, con l'eccezione di Genova; mentre nell'Emilia-Romagna scomparirebbero sette province su nove; in Sicilia, cinque su nove; e in Piemonte la metà esatta.

Salvi i capoluoghi di Regione anche se non hanno i requisiti, come Venezia, Ancona, Trieste e Campobasso. Dieci Province, inoltre, dovrebbero scomparire in un secondo momento, quando verranno finalmente istituite le città metropolitane. Nell'elenco, oltre a Venezia, Torino, Firenze e Genova troviamo Roma, Milano, Bologna, Napoli, Bari e Reggio Calabria.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il