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Mps: piano di tagli costi. Nessuna richiesta di aiuto allo Stato per rilancio

Il piano tagli di Mps: situazione e previsioni



Snellimento della rete per una presenza più leggera sul territorio, blocco dell’integrativo, congelamento del turn over, niente premio aziendale e azioni di efficientamento sui dirigenti di medio livello:  Monte dei Paschi di Siena ha avviato un piano di taglio dei costi per ottenere 100-110 milioni di risparmi annui dalla cura dimagrante imposta ai dipendenti rispetto agli 80-85 milioni prima ipotizzati.

L’amministratore delegato Fabrizio Viola deve realizzare entro giugno un rafforzamento patrimoniale straordinario per 3,2 miliardi, secondo le richieste dell'Autorità bancaria europea (Eba), ma per centrare questo obiettivo manca circa un miliardo.

Per trovarlo, la banca valutava l'emissione di cosiddetti Coco-bond, titoli ibridi che si convertono automaticamente in capitale quando il coefficiente patrimoniale scende sotto una certa soglia, non si escludeva la possibilità di un nuovo utilizzo dei Tremonti-bond, a cui l’istituto ha già fatto ricorso nel 2009 per 1,9 miliardi ma non ancora restituiti.

Ed è proprio questa la strada scelta da Mps, cioè  rimpolpare il patrimonio della banca con un nuovo ricorso ai cosiddetti Tremonti Bond. Questi bond sono, però, un finanziamento molto costoso e finora, come sopra accennato, Mps ne ha già emessi per 1,9 miliardi, al tasso dell’8,5%, che diventerà 9% nel 2013. Con la nuova tranche da un miliardo, che dovrebbe essere autorizzata dal Tesoro in queste ore, il costo totale per la banca arriverà a circa 250 milioni all’anno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il