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Mps: piano industriale è ufficiale. Licenziamenti contestati dai sindacati

Pronto il piano di snellimento e rilancio di Mps. Secondo i sindacati non servirà



Pronta la chiusura di 400 filiali, prevista una riduzione del numero dei dipendenti di 4.600 unità e l'ingresso di nuovi soci tramite un aumento di capitale senza il diritto di opzione; previsti inoltre aiuti di stato (Tremont-Bond) per complessivi 3,4 miliardi di euro, da restituire entro il 2015: sono questi i punti principali del piano industriale 2015-2012 di Banca Mps, piano che prevede, nel 2015, ricavi totali in calo dell'1%, un costo del credito di 77 punti base, riduzione del 4,3% rispetto al 2011 degli oneri operativi e un utile netto di circa 630 milioni.

Per soddisfare le richieste di rafforzamento patrimoniale avanzate dall'Eba, Mps chiederà 1,5 miliardi di nuovi 'Tremonti Bond', oltre agli 1,9 miliardi già ricevuti. Per rimborsare l'aiuto pubblico, Mps prevede un aumento di capitale da un miliardo, che sarà offerto a nuovi soci e non in opzione agli attuali azionisti.

Per questo, ha spiegato Alessandro Profumo, presidente della banca senese, "chi entrerà, e non ci sono ancora nomi, farà un investimento importante e quindi vorrà avere anche un ruolo nella governance".

Per quanto riguarda il personale, la Banca prevede una riduzione del personale di 4.600 unità nell'arco del piano. Prevista anche la riduzione dell'organico di 100 dirigenti (20% del totale) e un taglio 'one-off' del 5% della retribuzione per 12 mesi.

Secondo Profumo “Il piano è socialmente sostenibile”. Secondo i sindacati, invece, il piano non ha nessuna possibilità di rilanciare la Banca e si sceglie di scaricare sui lavoratori l'assoluta incapacità del top management e la totale mancanza di idee a livello di progetto industriale.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il