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Riforma del lavoro 2012 ufficiale: contratti e articolo 18. Novità e cambiamenti

Via libera alla riforma del Lavoro 2012: le novità



La Camera ha dato il via libera alla riforma del Lavoro che ora è legge: il provvedimento è uscito da Montecitorio senza alcuna modifica rispetto alla versione approvata dal Senato.

Contro il provvedimento hanno votato 7 esponenti del Popolo della libertà, 34 si sono astenuti e 46 sono stati gli assenti. Tra gli altri, hanno votato contro Guido Crosetto e Renato Brunetta. Astenuti il relatore del ddl, Giuliano Cazzola, e l'ex ministro Antonio Martino. Assente, fra gli altri, Silvio Berlusconi.

Diversi i cambiamenti pronti a sconvolgere il mondo del mercato del lavoro, a partire dalle modifiche all’articolo 18, quello dello Statuto dei lavoratori del 1970), con la limitazione nei licenziamenti illegittimi per motivi economici della reintegrazione nel posto di lavoro che non sarà più automatica ma potrà essere accordata (al posto del riconoscimento di un'indennità risarcitoria compresa tra le 12 e le 24 mensilità) solo nelle ipotesi in cui il giudice accerti la ‘manifesta insussistenza’ del fatto posto alla base dell'atto di recesso.

Dunque, il reintegro in caso di licenziamento economico illegittimo scatta solo nel caso di manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento; mentre per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, dal primo gennaio 2013 scatta l'Assicurazione Sociale per l'Impiego (l'Aspi).

La nuova Assicurazione sostituirà a regime nel 2017 l'indennità di mobilità e quella di disoccupazione: ne potranno usufruire oltre ai lavoratori dipendenti anche gli apprendisti e gli artisti e sarà possibile trasformare l'Aspi in liquidazione per poter avviare un'impresa.

Chi non è tutelato dall'Aspi, godrà della mini-Aspi, mentre se il lavoratore rifiuta un impiego con una retribuzione superiore almeno del 20% rispetto all'indennità che percepisce perderà il sussidio.

Via libera poi all’apprendistato, regolarmente retribuito, come canale principale dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Via libera anche allo stipendio base per i co.co.pro, per cui i collaboratori a progetto dovranno percepire uno stipendio non inferiore ai minimi stabiliti per ciascun settore di attività, articolati per i relativi profili professionali tipici e in ogni caso sulla base dei minimi salariali applicati nel settore medesimo alle mansioni equiparabili svolte dai lavoratori subordinati, dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro.

In assenza di contrattazione collettiva specifica, il compenso non dovrà essere inferiore alle retribuzioni minime previste dai contratti collettivi nazionali di categoria applicati nel settore di riferimento alle figure professionali il cui profilo di competenza e di esperienza sia analogo a quello del collaboratore a progetto.

Tra le novità anche il capitolo sulla flessibilità in entrata, con il contratto a tempo determinato che costerà di più (è previsto un contributo addizionale dell'1,4% che servirà a finanziare l'Aspi) mentre sale a un anno la durata del primo contratto a termine. Si allenta la stretta sulle partite Iva che si considerano vere se hanno un reddito lordo di almeno 18mila euro l'anno.

Non subirà modifiche, invece, la cassa integrazione ordinaria (Cigo), mentre quella straordinaria (Cigs) sarà soggetta a un doppio intervento: da una parte, questo ammortizzatore viene portato a regime in alcuni settori già interessati (attraverso norme transitorie), come le imprese commerciali e di viaggio con più di 50 dipendenti e le imprese del trasporto aereo e del sistema aeroportuale; mentre la seconda modifica prevede la soppressione della Cigs, a partire dal primo gennaio 2016, nei casi di fallimento dell'impresa, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria, omologazione del concordato preventivo con cessione dei beni e nelle ipotesi di aziende sottoposte a sequestro o confisca.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il