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Spending Review 2012: tagli a scuole e ospedali. I criteri per chiusure

La scure della spending review su istruzione e sanità: i tagli



Circa 30mila posti letto in meno negli ospedali pubblici italiani, con un rapporto di 3,7 posti letto per mille abitanti contro gli attuali 4,2; taglio del 5% per l'acquisto di beni e servizi da parte della sanità pubblica.

Il comparto contribuirà alla revisione della spesa con risparmi per 5 miliardi in due anni e mezzo: 1 nel 2012, 2 nel 2013 e 2 nel 2014. Ridotto poi dal 2013 il fondo per il finanziamento ordinario delle università di 200 milioni, mentre per le scuole non statali arrivano fondi per 200 milioni: queste le misure per ospedali e scuole contenute nella bozza del decreto sulla spending review. In particolare, la scure della spending review minaccia il fondo per il finanziamento ordinario degli atenei, notizia che ha fatto, come prevedibile, insorgere organizzazioni studentesche e sindacati.

Contrario alle misure annunciate anche il ministro della Sanità, Renato Balduzzi, secondo cui “Nessuna chiusura automatica di ospedali verrà imposta da Roma”, senza nascondere scontri e obiezioni sul tema nel governo. Il ministro Balduzzi ritiene che il tema debba essere prerogativa delle regioni.

Il ministro spiega che “E’ sicuramente necessari una riorganizzazione della rete ospedaliera che porti a una riduzione di costi di gestione e ad una maggiore appropriatezza delle prestazioni, in vista di un più stretto rapporto tra ospedale e territorio”. Sempre in materia di sanità potrebbe salire dal 35% al 50% la quota a carico delle aziende dell’eventuale sforamento del tetto della spesa farmaceutica nazionale. 

A partire da gennaio 2013, le industrie del farmaco dovranno quindi partecipare in modo più ‘corposo’ rispetto a quanto già previsto dalla manovra del luglio scorso, se la misura, contenuta in diverse bozze, sarà confermata nel testo finale del decreto spending review. L’altro 50% sarà invece a carico delle sole Regioni che hanno superato il tetto di spesa, in proporzione al rispettivo disavanzo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il